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Fermo biologico, stop al pesce fresco dell'Adriatico. Le raccomandazioni di Coldiretti

Attenzione a prodotti importati o congelati

Pubblicato in Ambiente Enogastronomia il 16/08/2015 da Redazione
La Coldiretti Impresa Pesca mette in guardia sull'avvio del fermo pesca che porterà al blocco delle attività della flotta da pesca italiana lungo tutto l’Adriatico da Trieste a Bari”. Attenzione dunque al pesce fresco che arriverà sulle tavole degli italiani. Per i pugliesi in particolare, è importante sapere che il blocco interesserà il tratto che va da Pesaro a Bari fino al 27 settembre. Il 19 settembre si fermeranno i pescherecci a partire da Brindisi, Ionio e Tirreno fino al 18 ottobre.
“Con il fermo biologico - mette in guardia Coldiretti - aumenta anche il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare".
“Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è dunque di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle
attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica”.

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