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Deposito nucleare a due passi dall'Ilva, nuova 'grana' per il Governo

Il ministro Galletti ha riferito alla Camera della nuova emergenza ambientale

Pubblicato in Ambiente il 15/01/2015 da Redazione
Il ministro Gian Luca Galletti nel corso del question time alla Camera ha riferito di una nuova emergenza ambientale che interessa la città di Taranto e per cui si procederà per la messa in sicurezza. Alle porte dell'Ilva nel deposito Cemerad, da oltre dieci anni sotto sequestro, ci sono ancora 16.724 fusti: di questi 3.344 contengono rifiuti radioattivi (tra cui materiale sanitario e filtri ex Ilva) mentre nei rimanenti 13.380 ci sono rifiuti decaduti.
Galletti ha fatto riferimento ad una informativa della prefettura di Taranto del primo ottobre 2014. E tra l’altro fa presente che il comando provinciale dei Vigili del fuoco stanno predisponendo “il Piano di emergenza” da attuare in caso di incidenti al deposito. Il ministro riferisce anche che per “il capo della Protezione civile la soluzione definitiva del problema deve trovare opportuna copertura finanziaria nelle risorse ordinarie della regione Puglia e delle altre amministrazioni locali interessate”.
Sono due le soluzioni che si stanno studiando in riferimento ad una relazione che il comune di Statte ha inviato alla prefettura: la prima calcola in 5.125.000 di euro i costi per “l'ipotesi di caratterizzazione dei fusti in loco e successivo smaltimento dei rifiuti speciali non radioattivi”; l’altra parla di “9.024.600 di euro” per “l'allontanamento di tutti i fusti per la successiva caratterizzazione e avvio allo smaltimento”.
Un’ipotesi, quest’ultima, spiega il ministro, che “risulterebbe attuabile solo mediante ricorso a procedure di urgenza”.
Contestualmente al Ministro Galletti il presidente della commissione Ecomafie, Alessandro Bratti, ha messo in evidenza “l'urgenza” della questione chiamando in causa anche il premier Matteo Renzi: “Iquesta è una situazione da risolvere non in breve ma in brevissimo tempo, per non dire dopo 'l'avevamo dettò”. Inoltre Bratti, parlando di “situazione serissima”, ha ricordato che il deposito si trova a soli 15 km dall’Ilva.