Sabato, 18 Settembre 2021 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Bari, comitato 'Fronte del porto' contro la colmata di Marisabella: 'Addio a 300mila metri quadri di mare'

Presidio dei volontari davanti al varco dogana: 'Opera che causerà danni incalcolabili all'intera città'

Pubblicato in Ambiente il 14/09/2021 da Redazione

Il Comitato di cittadini "Fronte del Porto" di Bari è da anni impegnato nel contrastare la realizzazione della colmata di Marisabella già cantierizzata,  con la cancellazione di 300.000 mq di mare (pari ad un’area corrispondente a 42 campi di calcio). Dopo la prima colmata realizzata alla fine degli anni '90 oggi adibita impropriamente a parcheggio TIR,  in un’area a bassissimi fondali, dragabili esclusivamente con l’utilizzo degli esplosivi  e ad elevato rischio idrogeologico, ampiamente certificato da studiosi ed esperti per i futuri incalcolabili danni al quartiere libertà e all’intera a città di Bari  per la confluenza di importanti falde sotterranee provenienti dall’entroterra murgiano.

Il sit-in di protesta si è tenuto ieri mattina in concomitanza dell’avvio del laboratorio “Ti porto a Bari” del BIARCH (Bari International Archifestival) promosso dall’Autorità Portuale (AdsPMAM) e dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili, Bari e Bat) con l’organizzazione della Fondazione Dioguardi, curatore Legambiente Puglia, che vuole far conoscere a una nuova generazione di architetti e ingegneri tematiche importanti e basilari, in una fase di “transizione ecologica”, dell’ integrazione paesaggistica e dell’interazione città/porto, quest’ultima fortemente inibita da un porto, quello di Bari,  da sempre fortino incomunicabile con la città e irrispettoso con il tessuto urbano e i suoi residenti  (in particolare Via Di Maratona/Piscine comunali) per il transito di migliaia di Tir al giorno in assenza di una strada camionale. A ciò si aggiunge la grave  privazione di un’area da sempre vocata all’allenamento del prezioso canottaggio barese.

Nulla  da eccepire sui contenuti del laboratorio se non fosse per il fatto che forse proprio questa nuova generazione di professionisti dell’urbanistica portuale e cittadina  ignora quanto si sta per consumare all’interno del porto  con la colmata di Marisabella, un’opera non riscontrabile per le sue dimensioni, pericolosità ambientale e caratteristiche, in nessuna parte del pianeta terra, appaltata dal Provveditorato Regionale  alle Opere Pubbliche  e aggiudicata al massimo ribasso (27%) nel 2012 ad un’impresa interessata dal concordato preventivo, opera oggi nelle mani di subappalti  e sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. L’ opera risulta  dotata delle “autorizzazioni” di Regione e Città Metropolitana, sebbene incomprensibilmente  esclusa dalle procedute di valutazione di impatto ambientale (VIA) da parte del Ministero dell’Ambiente nel 2006.

Il Comitato Fronte del Porto mette in guardia i cittadini ancora ignari e i partecipanti all’ Archifestival su quanto detto e invita questi ultimi ad un atteggiamento attento e critico affinchè nessuno oggi si renda connivente,  seppure in un momento di apprendimento  formativo,  con i realizzatori della sciagurata opera della colmata di Marisabella, in un porto sempre più piccolo per tutte le funzioni Baricentriche  che imprudentemente si sono assommate nel tempo, ormai  accerchiato dalla città, non direttamente collegato con le reti autostradali e privo di un tracciato ferroviario. Tutto ciò dovrebbe lasciare il campo ad una reale  programmazione di sistema dei cinque porti (Bari, Monopoli, Brindisi, Barletta e Manfredonia) anche e soprattutto nelle scelte delle funzioni da attribuire ai singoli porti e quindi  di chi deve fare cosa.   



loading...