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Poliba e ENEL: inaugurazione dell’impianto di illuminazione monumentale della cascata di Santa Maria di Leuca

L’iniziativa si pone a conclusione dei festeggiamenti dei 100 anni celebrativi del più grande acquedotto d’Europa

Pubblicato in Ambiente il 14/05/2015 da Redazione
All’inizio della storia conosciuta il punto più a sud della Puglia era noto per la presenza di un tempio pagano, forse dedicato alla dea Atena. Quel luogo fu denominato dai greci, a cui apparteneva, Leukos (bianco come la pietra al sole). Il tempio diventerà l’Ara di Minerva e il luogo verrà chiamato dai latini de Finibus Terrae, cioè ai confini della terra, per indicare l’estremo limite dei “cives” (cittadini) romani, al di là del quale cominciavano i “provinciales” (i coloni). Il tempio, diventerà santuario cristiano dedicato a Maria e conserverà il nome delle origini elleniche, Leukos-Leuca. Poi essenzialmente il silenzio dei secoli, frammentati da almeno cinque distruzioni e ricostruzioni di quell’antica chiesa ad opera di turchi e invasori. La storia moderna dell’estrema punta del tacco d’Italia, comincia a metà ‘800 con la costruzione di ville estive-residenziali da parte di facoltosi possidenti per godere della salubrità del clima e del paesaggio. L’architettura e l’urbanistica rivestono un ruolo fondamentale, come dimostrano le costruzioni a partire dalla realizzazione della prima villa progettata da Giacomo Arditi (1857) e al Piano a scacchiera di Rossi e Ruggieri (1878) per il Borgo cittadino. La costruzione del faro monumentale di I classe (ing. A. Rossi, 1861-’66), contestuale ai lavori di scavo per l’apertura del Canale di Suez (1859-1869), elevano Leuca al grado strategico di sentinella delle rotte del sud-est. Sarà l’Acquedotto Pugliese negli anni ’30 del novecento a completare l’opera di modernizzazione con il terminale della condotta idrica e la costruzione della funzionale e scenica cascata monumentale.
E’ il fascismo che realizza la Cascata celebrativa dell’Acquedotto Pugliese (ing. Cesare Brunetti, 1930-1939). Essa rappresenta una soluzione architettonica unica per tipologia e una nuova monumentalità nel mito della romanità e dell’impero. Riassegna al borgo di Leuca la sua originaria dimensione storica di sentinella e avamposto culturale nel Mediterraneo con la simbologia della colonna romana, donata da Mussolini e posta ai piedi della Cascata. L’opera viene inaugurata il 10 settembre 1939. La storia del suo progetto, il significato, le tavole inedite sono state raccolte in un libro, “Architettura per un Finibus terrae. La Cascata Monumentale dell’Acquedotto Pugliese di Santa Maria di Leuca” (Adda editore). Le ricerche curate dal Politecnico di Bari e dall’Acquedotto Pugliese saranno presentate in occasione di una giornata studio dedicata a Santa Maria di Leuca.
L’iniziativa si pone a conclusione dei festeggiamenti dei 100 anni celebrativi del più grande acquedotto d’Europa: 1915-2015 e si accompagna all’imponente inaugurazione dell’impianto di illuminazione artistica del complesso monumentale della cascata del tratto finale dell’Acquedotto Pugliese.
L’opera di illuminazione, progettata dall’Acquedotto Pugliese e dal Politecnico di Bari e realizzata dall’ENEL si è avvalsa del contributo significativo del Comune di Castrignano del Capo.
La struttura monumentale della cascata si inserisce nel disegno morfologico e urbano di Santa Maria di Leuca in un contesto storico di grande pregio e valore, sia ambientale, sia paesaggistico, e investito di un forte valore emozionale. Il sito ha infatti la doppia valenza di rappresentare la memoria storica delle origini di Leuca e di essere la cornice paesaggistica del Santuario. Sono proprio questi elementi, non solo architettonici e storici, ma anche paesaggistici e culturali, che la Cascata Monumentale intende esaltare.