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Taranto, la denuncia del comitato difesa salute: 'Nel quartiere Tamburi raddoppio del benzene nell'aria'

La lettera del comitato al sindaco Melucci: 'Lo stabilimento siderurgico è talmente fatiscente che neppure la riduzione della produzione consente di raggiungere risultati accettabili e costanti'

Pubblicato in Ambiente il 12/08/2020 da Redazione

"Se si osserva la media del benzene rilevato nel periodo gennaio-luglio 2020 rispetto all'anno precedente nel quartiere Tamburi l'aumento è stato del +113%, nella cokeria Ilva è del +83%, nella centralina Ilva di Meteo Parchi è del +193%. Praticamente il benzene nell'Ilva è più che raddoppiato nonostante la riduzione della produzione e il lockdown. Questi dati dimostrano che lo stabilimento siderurgico è talmente fatiscente che neppure la riduzione della produzione consente di raggiungere risultati accettabili e costanti". E' quanto sostiene il Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente, a cui aderiscono diverse associazioni, che ha scritto al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci "affinché dichiari l'Ilva incompatibile con la salute pubblica e formalizzi la richiesta di fermo dei suoi impianti inquinanti. Ricordiamo che il benzene è classificato dalla Iarc come cancerogeno certo". Il Comitato afferma che giovedì 6 agosto "si è registrato a Taranto un picco di benzene. La centralina Arpa del quartiere Tamburi in via Orsini ha riportato un valore di 9.1 mcg/m3. Il valore più elevato si è registrato all'interno dell'ILVA. La centralina Meteo Parchi (Ilva) ha infatti registrato 10 mcg/m3 e questo ci induce a pensare che la sorgente del picco di benzene sia da individuare dentro lo stabilimento siderurgico. E' l'ultimo di una serie di picchi registrati dalle centraline Arpa e Ispra". Il Comitato cittadino ribadisce la sua posizione di "non attendere oltre e di richiedere la revoca della facoltà d'uso agli impianti Ilva posti sotto sequestro penale" e invita inoltre "il sindaco a intervenire a livello europeo in merito alla applicazione della sentenza della Cedu (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) che ha condannato l'Italia".