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Per il Cnr c'è inquinamento da arsenico a Taranto

Lo studio conferma l'allarme lanciato da Peacelink

Pubblicato in Ambiente il 10/05/2014 da Redazione
''C'e' inquinamento da arsenico a Taranto. La notizia è stata diffusa attraverso uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche''. A riferirla Alessandro Marescotti e Fulvia Gravame, rispettivamente presidente ed esponente di Peacelink che hanno incontrato i giornalisti nella sede centrale del Cnr a Roma. ''Lo studio - affermano - conferma l'allarme lanciato da PeaceLink nel 2009'' che allora invito' a compiere ricerche in merito alla presenza di arsenico a Taranto per verificare l'esposizione della popolazione. ''I preoccupanti risultati, appena pubblicati su Epidemiologia & Prevenzione, sono frutto dello studio Sepias del Cnr''. Sepias significa 'Sorveglianza Epidemiologica Arsenico' e riguarda aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine naturale o antropica. ''Lo studio ha toccato, oltre che Taranto, anche Gela, Viterbo e l'Amiata - evidenzia Peacelink - verificando una esposizione della popolazione ad una sostanza che l'Organizzazione mondiale della sanita' ha ufficialmente classificato, specie quello inorganico trivalente, tra le sostanze 'cancerogene per gli esseri umani'''. L'associazione riporta le parole del coordinatore dello studio, Fabrizio Bianchi, secondo il quale ''per quanto riguarda l'arsenico inorganico sono stati osservati valori medi di concentrazione elevati, sulla base di quelli di riferimento nazionali e internazionali per il biomonitoraggio umano, in un soggetto su quattro sul totale, ma con rilevanti differenze: 40% Gela, 30% Taranto, 15% Viterbo, 12% Amiata. Questi dati, da usare con cautela in considerazione dei piccoli campioni, non sono marcatori di malattia ma testimoniano l'avvenuta esposizione''.


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