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Xylella: la Francia blocca l'importazione di 102 specie vegetali dalla Puglia

Imprenditori sempre più preoccupati. Il ministro Martina in Puglia per affrontare l'emergenza

Pubblicato in Ambiente il 07/04/2015 da Redazione
Sono 102 le specie vegetali che non potranno essere esportate dalla Puglia in Francia per effetto del Decreto del ministero dell’Agricoltura francese. Una decisione legittima secondo la Commissione europea, che descrive le misure anti-Xylella prese da Parigi come “in linea con la legislazione Ue”. Un paese membro dell’Ue può prendere misure contro le importazione dai paesi terzi “notificando alla Commissione gli interventi che vorrebbe vedere venissero presi, come ha fatto la Francia”. La prossima riunione del Comitato permanente per la salute delle piante, in cui dovranno essere discusse e votate le nuove misure, è prevista per il 27 e 28 aprile. L’azione della Francia preoccupa non poco le aziende pugliesi, già messe in ginocchio dall’azione distruttiva del virus. Per questo motivo il ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, sarà in Puglia per incontrare il commissario Giuseppe Silletti e le associazioni olivicole e ambientaliste salentine. La Coldiretti ha chiesto un intervento nei confronti delle Autorità francesi e della Commissione europea, “al fine di scongiurare una situazione che avrebbe effetti devastanti sull'economia dell'agricoltura pugliese che muove, da sola, 4 miliardi d'euro l'anno". Intanto continuano le indagini sulla diffusione del virus Xylella Fastidiosa nelle campagne salentine. Il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, ha dichiarato che “ci sono poche certezze scientifiche”. Il magistrato ha ricordato che nel 2010, in occasione di un convegno organizzato dallo Iam (Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari), il ministero delle Politiche agricole autorizzò l’importazione di un campione di batterio per scopi scientifici: “Il ministro Martina dice che era una sub-specie diversa? Non è accertabile, o meglio non è stato accertato perché mancano le indicazioni sulle caratteristiche genetiche di quel batterio. Ma una convenzione del 2000 riconosce all'Istituto Agronomico Mediterraneo l'extraterritorialità e l'immunità. Peraltro - ha concluso - sono garanzie alle quali l'Istituto potrebbe rinunciare, e noi abbiamo subordinato l'esecuzione di alcuni provvedimenti proprio alla possibilità che l'Istituto rinunci a queste prerogative".

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