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Xylella, l'appello di Emiliano: 'Venti milioni di piante nella zona infetta, necessari 500 milioni di euro in 5 anni'

La lettera aperta del governatore e dell'assessore Di Gioia ai parlamentari: 'Non permetteremo che il paesaggio, l'economia, l'ambiente, la storia stessa della Puglia venga sacrificata sull'altare della indifferenza nazionale'

Pubblicato in Ambiente il 05/03/2019 da Redazione

“Occorre un piano straordinario e specifico che stanzi, nei prossimi 5 anni, non meno di 500 milioni di euro oltre quelli già previsti dal PSR o da altre misure emergenziali”.

È un passaggio della lettera del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’assessore all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, inviata ai parlamentari e agli europarlamentari sulla questione Xylella Fastidiosa.


Negli ultimi anni l'agricoltura pugliese è stata colpita da una calamità che, per i suoi effetti, ha dimensioni che supera qualsiasi cosa sinora sperimentato nel nostro paese – si legge nella nota -. Circa 180.000 ettari di oliveti, quasi il 40% della SAU delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, sono in area dichiarata infetta da Xylella fastidiosa. Considerando una media di 110 piante per ettaro, si può stimare che 20 milioni di piante di olivo ricadono in una zona in cui non è più possibile eradicare il batterio e sono condannate ad un progressivo manifestarsi e diffondersi dei sintomi della malattia, con numeri in evidente e preoccupante crescita. Ai danni arrecati alle aziende agricole si sommano i danni per i vivai siti in area delimitata, a cui è vietata la commercializzazione di piante specificate, i danni per i frantoi che, evidentemente, si vedono pericolosamente ridurre la materia prima a disposizione e, ovviamente, i danni per il paesaggio regionale fortemente caratterizzato dalla presenza di olivi spesso di ragguardevoli dimensioni e particolare pregio estetico”.


“Le sofferenze dell'olivicoltura sono confermate da alcune stime della campagna di produzione italiana di olio di oliva 2018-19 secondo cui ci sarebbe stato un eccezionale e drammatico calo produttivo con un crollo del 58% della produzione. L'impatto sull'agricoltura pugliese e sull'intera economia regionale è assai evidente dato che il comparto olivicolo contribuisce conta su 270 mila imprese olivicole ed un fatturato di 522 milioni di euro l'anno pari al 13% del totale della produzione agricola regionale. 
In uno scenario di tali dimensioni, il territorio pugliese non può che reclamare il supporto e la solidarietà del Governo nazionale e della Commissione Europea”.


Tra le misure elencate da Emiliano e Di Gioia ci sono: norme che consentano di velocizzare l’espianto degli ulivi infetti; sostegno alla creazione di una filiera virtuosa che sappia valorizzare il legno derivante dall'elevatissimo numero di alberi che saranno espiantati, oltre alla ristorazione delle perdite alle aziende colpite e il reimpianto di piante resistenti o immuni.


“È incomprensibile come davanti ad una catastrofe di dimensioni epocali, capace di mettere in ginocchio una parte significativa del Paese, il Governo sia prudente, lento a prendere decisioni e soprattutto, lesini sulle risorse – continuano Emiliano e Di Gioia -.
Nel recente passato non si è esitato minimamente ad intervenire, in situazioni drammatiche come quelle del ponte di Genova si sono elargite risorse per salvare banche con veri e propri blitz legislativi. Pretendiamo la stessa attenzione e la pretendiamo ora. Siamo pronti ad intraprendere ogni azione di disobbedienza civile necessaria fino a quando non verrà varato il piano straordinario che la Puglia attende e merita. Non permetteremo che il paesaggio, l'economia, l'ambiente, la storia stessa della Puglia venga sacrificata sull'altare della indifferenza nazionale".



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