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Economia circolare, Bari al centro del recupero degli oli minerali usati

Nel territorio regionale pugliese sono state raccolte circa 8.560 tonnellate di olio usato nel 2018, tutte destinate alla rigenerazione

Pubblicato in Ambiente il 04/07/2019 da Redazione

Ogni esperienza di successo nell’ambito delle pratiche di economia circolare diviene un riferimento da approfondire e seguire. Nel novero di questi casi di eccellenza ricade quello del CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, che insieme a Confindustria ha dato vita al progetto CircOILeconomy, un road-show che prevede una serie di incontri territoriali finalizzati alla sensibilizzazione dei detentori industriali sulle norme di gestione degli oli minerali usati. Il 4 luglio è stata la volta della Puglia, dove i referenti del Consorzio, tra cui il responsabile rete di raccolta del CONOU, Marco Paolilli, e i rappresentati locali di Confindustria, hanno accolto imprenditori e rappresentanti di aziende del territorio interessati ad approfondire la tematica. Nel 2018, infatti, nel territorio regionale pugliese sono state raccolte circa 8.560 tonnellate di olio usato, tutte destinate alla rigenerazione, con un conseguente e significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese e sulle emissioni di CO2 (si ricorda come per ottenere una tonnellata di olio lubrificante vergine sia necessario raffinare oltre 10-15 tonnellate di petrolio).

 

Grazie alla collaborazione con le rappresentanze regionali di Confindustria, il roadshow CircOILeconomy proseguirà nei prossimi mesi il suo itinerario nelle principali città italiane (www.conou.it). Per le imprese, diventare ‘ambasciatrici’ di buone pratiche di gestione si traduce anche in vantaggi sotto forma di brand reputation, affidabilità e nuove opportunità di business. Confindustria Puglia ha di recente sottoscritto il manifesto per la bioeconomia in Puglia, congiuntamente all’Università degli Studi di Bari e alla Regione Puglia per l’adozione di azioni che stimolino processi virtuosi di cooperazione e di definizione di nuovi modelli di business. Il prossimo passo sarà infatti, la costituzione di un cluster regionale sulla bioeconomia e sostenibilità ambientale per supportare sia le aziende, che le istituzioni pubbliche attraverso delle partenership pubblico/ private in un’ottica di trasparenza e legalità del settore ambientale.