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Design autoprodotto: la magia delle stampati 3D

Terzo appuntamento del ciclo ‘Machine à habiter’ nella sede di Cellule creative

Pubblicato in Ambiente il 04/02/2015 da Redazione
Carlo Mollino
Creatività, libera espressione, artigianalità e materiali a chilometro zero. Un viaggio coraggioso intrapreso per costruire attraverso l’opera delle mani e della mente, libera dalla dittatura del marketing aziendale. Questo è il design autoprodotto, nato nel periodo fascista e più che mai in auge nei giorni nostri, come necessità di ribellione alle logiche di mercato.
Il design autoprodotto sarà il protagonista domani, giovedì 5 febbraio alle ore 21 della terza ‘lezione di design’ del ciclo ‘Machine à habiter’ organizzata nella sede di Cellule Creative, il nuovo spazio per la sperimentazione e il design nell’arredamento, parte della galleria d’arte Misia, in via Putignani 151 a Bari.
Nella serata saranno i due giovani designer Gianluca Facchini ed Emanuele Belviso, pungolati dal comunicatore e “inesperto di design” Gianluigi Conese, a fare un excursus sullo scenario artistico dell’epoca in cui si è sviluppata questa corrente culturale nata dalla volontà di sensibilizzare i fruitori al mondo del prodotto. Il tavolo “Arabesco” di Mollino e la libreria “Veliero” di Albini in epoca fascista, la “Sedia 1” di Enzo Mari nel periodo post fascista e la stampante 3D che oggi consente con un unico oggetto la produzione di tanti altri, sono solo alcune delle suggestioni che i due relatori forniranno ai presenti su questa forma di design, in un mercato dell’arredamento che sembra voler abbandonare la logica delle produzioni di massa.
‘Machine à habiter’ è il nome del ciclo di eventi preso in prestito da una famosa definizione dell’architetto francese Le Corbusier. Fu lui agli inizi del Novecento a concepire lo spazio domestico come uno strumento per realizzare luoghi di qualità per la vita dell’uomo, un posto dove ci fosse movimento e cambiamento, così come succedeva in quel momento nel mondo, trasformato dallo sviluppo tecnologico. E sarà la casa, come ‘macchina da abitare’, il fil rouge degli appuntamenti che porteranno la storia del design nel cuore di Bari; ogni appuntamento sarà monotematico, dedicato a un diverso fenomeno che ha segnato la storia del design italiano e internazionale. Ingresso libero, necessaria conferma di partecipazione: misiaarte@gmail.com 080/5212826
Gianluca Facchini (www.gianlucafacchini.com)
Seguendo la sua passione per l’architettura ed il design, si laurea presso l'Università IUAV di Venezia. Dal 2000 al 2010 lavora in un’azienda di progettazione e realizzazione di strutture in acciaio, alluminio e vetro. La progettazione fino al dettaglio, finalizzata alla produzione nell'officina dell'azienda, lo porta ad ingegnerizzare alcuni progetti personali di design e successivamente ad autoprodurli. Nel 2012 crea la Officina degli Artefici s.r.l. finalizzata alla promozione del design autoprodotto nel territorio e, nella sua città natale, apre uno spazio espositivo dove espone i suoi lavori e i progetti autoprodotti dei designer pugliesi.
Nel 2013 fonda LocLab Design, un gruppo di creativi e designers che condividono la filosofia dell’autoproduzione.
Nel 2014 diventa docente presso la scuola privata Ideacademy per il corso di Design creativo
Esposizioni: Tende d'autore - Lecce 2012, Macef - Milano 2013, Operae - Torino 2013, Homi - Milano 2014, Milano Design Week 2014 Ventura Project, Design to Business - Bari 2014, Selfportrait5 - Lecce 2014, Guangzhou Design Week - CHINA 2014.
Emanuele Belviso
Dopo un diploma al Liceo Artistico "G. de Nittis" di Bari, continua i suoi studi presso la facoltà di Disegno Industriale al Politecnico di Bari. Inizia a lavorare come graphic designer nel 2008 in un'agenzia di comunicazione barese; nel 2012 progetta e realizza il suo primo oggetto di design: la lampada FEEL.
Diventa uno dei designer di LocLab nel 2013. Espone nel 2014 presso l’Homi di Milano