Direttora: ANNAMARIA FERRETTI Dir.: A.FERRETTI
21 Settembre 2021

Uniba, su British Journal of Cancer uno studio sui meccanismi di metastatizzazione all'osso nel tumore al seno

Lo studio ha riguardato il cancro mammario ma certamente potrà essere applicato ad altre neoplasie solide note per essere associate alla formazione di metastasi scheletriche

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 23/07/2021 di Redazione

Uno studio realizzato da ricercatori della U.O. di Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro in collaborazione con colleghi dell’Università di Sheffield (UK), recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista “British Journal of Cancer” del gruppo editoriale Nature, offre un importante contributo alla comprensione dei meccanismi di formazione delle metastasi ossee in pazienti affette da carcinoma della mammella.

Nonostante l'osso sia il sito più frequente di metastasi da neoplasie della mammella, ad oggi non esistono biomarcatori prognostici in grado di prevedere la disseminazione scheletrica nelle fasi precoci di malattia. Presso il Centro di Ricerche Oncogenomiche afferente alla U.O. di Oncologia Medica Universitaria barese è stata sviluppata una metodica molecolare basata sul principio di RNAseq ed applicata alle cellule tumorali circolanti (CTCs) di mammella, il cui obiettivo finale è stato l'identificazione e la validazione di un set di geni espressi in maniera specifica da neoplasie che avessero metastatizzato allo scheletro.

I ricercatori baresi da alcuni anni sono impegnati nello studio delle potenziali applicazioni cliniche della “biopsia liquida”, procedura che prevede la caratterizzazione molecolare di un tumore partendo da un campione di sangue periferico. Infatti, i tumori solidi notoriamente rilasciano cellule vitali nel circolo sistemico attraverso la rete vascolare che li circonda. Tali cellule, una volta entrate nel torrente circolatorio, potranno allocarsi in sedi distanti dal tumore per generare metastasi. Le CTC assumono quindi un ruolo fondamentale come marcatori per valutazioni prognostiche e monitoraggio del trattamento in numerose neoplasie solide. In particolare, il gruppo di ricerca barese ha applicato la metodica RNAseq a CTC isolate da pazienti affette da carcinoma mammario la cui analisi molecolare e le successive elaborazioni computazionali hanno permesso di identificare un totale di 31 geni che nel loro insieme costituiscono un’impronta genomica di “osteotropismo”.

Tali dati forniscono quindi un importante contributo alla comprensione dei meccanismi che regolano il tropismo delle neoplasie mammarie verso il tessuto osseo e potrebbero aprire la strada ad ulteriori ricerche, finalizzate all’identificazione di biomarcatori “predittivi” di metastasi scheletriche anche in stadi precoci di malattia, consentendo infine di adottare strategie terapeutiche mirate e potenzialmente in grado di evitare le note complicanze delle metastasi ossee quali fratture patologiche, dolore resistente a terapia medica,  ricorso a procedure chirurgiche e trattamenti radioterapici.

Il Team barese che ha firmato lo studio è formato da Domenica Lovero, Stella D’Oronzo, Raffaele Palmirotta, Paola Cafforio, Camillo Porta, Eleonora Lauricella e Franco Silvestris. Il titolo originale del lavoro è “Correlation between targeted RNAseq signature of breast cancer CTCs and onset of bone-only metastases” e la ricerca è stata in parte supportata da fondi del progetto “Il Team Oncogenomico: modello operativo per il miglioramento dell’assistenza sanitaria in Oncologia” della Regione Puglia.

Lo studio ha riguardato il cancro mammario ma certamente potrà essere applicato ad altre neoplasie solide note per essere associate alla formazione di metastasi scheletriche che notoriamente implicano grave disabilità e peggioramento della qualità della vita, con conseguenti costi sociali aggiuntivi.