30 Novembre 2021

Puglia, lo sfogo di un imprenditore: 'La sanità digitale? E’ roba per ricchi'

Pasquale Lorusso, a capo della Loran srl, denuncia criteri discutibili per l’accesso al bando Consip che avrebbero agevolato grandi organizzazioni a discapito delle piccole e medie imprese tagliate fuori

Pubblicato in Salute il 30/07/2021 di Redazione

La telemedicina rappresenta la nuova frontiera della sanità digitale. Uno strumento divenuto ormai indispensabile per colmare le distanze tra medici e paziente. Intorno a questo nuovo strumento ruotano interessi importanti oltre che una galassia di aziende fornitrici pronte a darsi battaglia per fornire la migliore offerta.

 

"Consip - spiega Pasquale Lorusso, imprenditore a capo dell'azienda Loran Srl - ha lanciato la prima gara di Sanità digitale, dedicata ai sistemi informativi clinico-assistenziali. Le iniziative Consip dedicate alla Sanità digitale, inquadrate nell’ambito delle gare strategiche del nuovo “Piano triennale per l’informatica nella Pa 2020-2022” predisposto da Agid e Ministero per l’innovazione tecnologica e transizione digitale, mettono a disposizione delle strutture del Servizio sanitario nazionale servizi applicativi e di supporto alla trasformazione digitale della Sanità pubblica, anche in coerenza con la Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dedicata alla Salute”.

 

La prima gara, con oggetto i servizi di telemedicina e cartella clinica elettronica, ha un valore di circa 600 milioni il cui termine di scadenza per la presentazione delle offerte è scaduto lo scorso 12 luglio. Tra i requisiti fondamentali richiesti spiccano quelli legati ai volumi di fatturato espressi del fornitore che deve “possedere capacità economico finanziaria proporzionata al valore annuo di ciascun lotto dell’Accordo Quadro, della durata stimata media degli Appalti Specifici”.


"Non è difficile evincere - prosegue Lorusso - che la capacità richiesta si riferisce ad importi milionari. Un requisito, dunque, che inevitabilmente taglia fuori tutte le piccole imprese del settore, ben lontane dal potersi misurare con i fatturati dei colossi della sanità digitale. Altro requisito richiesto è legato alla “capacità professionali e tecniche idonee a garantire un elevato livello qualitativo delle prestazioni”, alludendo al possesso di una serie di certificazioni e requisiti che una piccola impresa, da sola, non è in grado di poter offrire".

 

"Il tempo per rimediare, purtroppo, non c’è - conclude l'imprenditore -. La gara CONSIP, così come è stata concepita, non rispetta le direttive europee che hanno come obiettivo il coinvolgimento delle PMI locali.

Inutile sottolineare la “distrazione” dei nostri politici ed amministratori che hanno permesso ancora una volta che le indicazioni delle multinazionali fossero tradotte in accordi quadro che difficilmente porteranno benefici alle nostre PMI. Cosa fare? Noi piccoli imprenditori con il pallino dell’innovazione abbiamo delle proposte. Riusciranno i nostri amministratori a correggere il tiro?".