4 Dicembre 2021

Puglia, giunta approva il documento dell'Agenda di genere: prima regione in Italia

Si tratta di un lavoro corposo che riassume gli obiettivi strategici, le aree prioritarie di intervento, nonché le azioni da consolidare, le azioni innovative e le azioni di sistema che l'intera struttura regionale sarà impegnata già nei prossimi mesi

Pubblicato in Politica Donne il 15/09/2021 di Redazione

La Giunta regionale ha approvato l'Agenda di Genere, la Strategia regionale per la parità di genere, dando corso a un impegno preciso assunto con il programma di governo del Presidente Emiliano e anticipando tutte le altre Regioni italiane nel recepimento delle direttive comunitarie in materia.

Si tratta di un lavoro corposo che poco più di un centinaio di pagine riassume gli obiettivi strategici, le aree prioritarie di intervento, nonché le azioni da consolidare, le azioni innovative e le azioni di sistema che l'intera struttura regionale sarà impegnata già nei prossimi mesi a portare nella programmazione settoriale a valere sui fondi UE e nella programmazione a valere sui fondi ordinari, nonché ad attuare le singole azioni.

 

La Giunta regionale in occasione della Giornata Internazionale delle Donne dell'8 marzo 2021 ha assunto formalmente l'impegno di arrivare alla approvazione della Agenda di Genere per la Puglia con un processo partecipato di ascolto di tutto il partenariato economico e sociale e di confronto con le associazioni femminili, di rilievo nazionale e regionale, che sono da sempre impegnate per il contrasto alle discriminazioni di genere e per la promozione della parità tra donne e uomini in tutti i contesti di vita sociale, economica, culturale, politica.

 

"Siamo la prima Regione a dotarsi di una Agenda di Genere delle politiche regionali – commenta il presidente Michele Emiliano – costruita con il metodo della partecipazione, con il contributo del partenariato socio economico e delle associazioni di donne, e capace davvero di attraversare tutte le aree di policy, dalle politiche per l'istruzione la formazione e il lavoro, alle politiche sociali e di conciliazione, alle politiche per lo sviluppo economico, alle politiche culturali e per l'innovazione. Quella scritta oggi è la prima pagina di un libro importante, che sta a noi rendere ricco di politiche concrete e innovative perché in Puglia il gap di genere sia significativamente ridotto, fino al suo azzeramento, in ogni settore della vita economica sociale e culturale, e sia significativamente contrastata ogni forma di discriminazione di genere".

 

In tre mesi di lavoro molto intenso, tra maggio e luglio, con 13 incontri di confronto e 5 seminari di lavoro, il percorso di ascolto ha avuto il suo corso, per arricchire i contenuti della prima proposta di Agenda, e intanto già si avviavano le prime azioni concrete: le linee guida per l'implementazione della Valutazione di Impatto di Genere, le linee guida e le azioni pilota per il Gender Responsive Public Procurement, la costituzione di una struttura amministrativa responsabile dell'attuazione delle politiche di genere incardinata presso la Presidenza della Giunta Regionale, sono stati i primi atti che dimostrano come gli impegni assunti con l'Agenda di Genere sono molto più che promesse generiche.

La Giunta si è avvalsa di uno specifico gruppo di lavoro interassessorile di dirigenti e funzionari, e coordinato dalla Consigliera per l'attuazione del programma on.Titti De Simone presso la Segreteria generale: "In Puglia stiamo realizzando qualcosa di valido e innovativo, ma anche di molto concreto visto che l'Agenda orienta il nuovo ciclo di programmazione dei fondi – commenta - ponendoci davvero come laboratorio di best practice per il superamento del gender gap, nel quadro europeo. Un'Agenda di Genere, nell'ottica del mainstreaming richiede infatti interventi trasversali per migliorare le condizioni di vita delle donne in tutti i campi: istruzione, formazione, lavoro, innovazione, salute, welfare, trasporti, ma soprattutto richiede politiche e interventi per l'equità sostanziale, volte a perseguire il più generale obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle donne e degli uomini".

 

"In questi mesi - dichiara l'assessora al Welfare Rosa Barone -  ci siamo confrontati con associazioni, organizzazioni sindacali e datoriali da cui abbiamo ricevuto spunti e integrazioni al documento di proposta dell'Agenda di Genere. L'obiettivo è lavorare in sinergia tra gli assessorati, dando vita a politiche integrate  alla luce degli aspetti trasversali legati alle tematiche di genere. Come assessorato al Welfare, le sfide principali riguardano  la conciliazione vita-lavoro sia in ottica di condivisione del lavoro di cura familiare fra uomini e donne, ma anche di servizi di welfare efficaci, di infrastrutture agibili e possibili, di una rete di assistenza domiciliare rafforzata e capillare e il contrasto alla violenza sulle donne e i minori attraverso il rafforzamento dell'attuale rete di centri antiviolenza e case rifugio di prima e seconda accoglienza. Voglio ringraziare ancora una volta la consigliera del Presidente Titti De Simone e gli uffici per il grande lavoro fatto".

 

Per l'assessore alla Formazione e lavoro Sebastiano Leo è questo di oggi è "Un risultato eccezionale che segna il passo di una regione che vede nell'uguaglianza di genere e nell'emancipazione di tutte le donne uno strumento di benessere sociale ed economico".

 

"L'approvazione dell'Agenda di genere rappresenta un elemento di svolta per le politiche regionali - dichiara l'assessore all'Ambiente Anna Grazia Maraschio - grazie a questo documento la Regione Puglia definirà una strategia integrata per il superamento dei divari di genere che genererà una ripartenza sociale ed economica per l'intero territorio. L'esperienza messa in campo dalla Puglia promuove anche a livello nazionale uno scenario di integrazione trasversale delle politiche attraverso un approccio innovativo di contaminazione tra settori tra loro apparentemente distanti: welfare, ambiente, lavoro, istruzione e agricoltura sono ambiti che nel perseguimento del contrasto al divario di genere avranno obiettivi comuni e azioni sinergiche. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro di una struttura interassessorile e interdisciplinare che ha applicato una visione strategica di insieme, ampia e condivisa, attraverso una interlocuzione costante tra le strutture e una partecipazione ampia con la società civile. Oggi, con questo documento, diamo vita a un nuovo percorso con il quale intendiamo raggiungere traguardi concreti come migliorare le condizioni di vita delle donne, favorirne l'occupazione, promuovere la partecipazione delle donne ai processi di sviluppo sostenibile e all'innovazione. Voglio ringraziare per la preziosa e imprescindibile collaborazione la dottoressa Titti De Simone per aver coordinato in maniera impeccabile un complesso lavoro interassessorile".

 

“È un documento ampio e ambizioso – dichiara Titti De Simone, consigliera del presidente Emiliano per l’attuazione del Programma con delega all’Agenda di genere - ma insieme concreto e puntuale, non costituisce un libro dei sogni ma un insieme di orientamenti e di proposte di intervento la cui fattibilità è provata dalle strette connessioni con azioni già in corso di realizzazione ovvero con obiettivi operativi già dichiarati prioritari nella nuova programmazione nazionale e comunitaria”.