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A Taranto la conferenza internazionale sulla decarbonizzazione

Proseguirà così la discussione avviata lo scorso 20 giugno con il workshop organizzato dalla Regione Puglia presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. Si parlerà di salute, ambiente e lavoro

Pubblicato in Ambiente il 24/11/2018 di Redazione

Lunedì 26 novembre, dalle ore 9.30 a Taranto, nel Salone di rappresentanza della Provincia, via Anfiteatro, 4, si terrà la conferenza internazionale “Taranto Anno Zero: Salute, Ambiente e Lavoro”. L’iniziativa è organizzata dalla Regione Puglia, con il contributo del Comitato Europeo delle Regioni della Commissione Europea.

Proseguirà così la discussione avviata lo scorso 20 giugno con il workshop organizzato dalla Regione Puglia presso il Parlamento Europeo a Bruxelles,  in cui una delle massime autorità scientifiche internazionali  - Sir Andy Haines della Lancet Commission on Air Pollution and Public Health – dimostrò che il carbone è economico per chi lo utilizza solo perché non ne paga tutti i costi, scaricando quelli ambientali, sociali e sanitari sulla collettività.

L’iniziativa è stata richiesta e ottenuta dal Presidente Michele Emiliano, nella sua veste di componente della Commissione Ambiente ed Energia del Comitato Europeo delle Regioni. “Il sostegno europeo alla produzione di acciaio pulito” e la “produzione di acciai innovativi e di qualità” sarà il cuore della conferenza, con gli interventi del Direttore del Programma Carbone e Acciaio della Commissione Europea Domenico Rossetti, e del primo direttore della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), Ezio Andreta, su cui venne fondata l’attuale Unione Europea.

Enrico Malfa di “Tenova” illustrerà ai lavoratori e ai rappresentanti sindacali  “come si produce acciaio senza carbone ma utilizzando gas e idrogeno” negli impianti di Saltzgitter in Germania, per valutarne la replicabilità nel caso di Taranto. Barbara Valenzano, Direttore del Dipartimento Regionale, illustrerà i punti cruciali della proposta di “Road Map per la decarbonizzazione, con la tutela della salute, la sostenibilità ambientale e la salvaguardia dei posti di lavoro non solo a breve termine ma anche a medio e lungo termine”.

La  proposta dalla Regione Puglia si candida a diventare esperienza pilota in Europa nella Piattaforma delle cosiddette “Coal intensive Regions” - già presentata nelle sessioni WHO alla COP 22 di Marrakech e COP 23 di Bonn, nonché pubblicata sulla rivista “Lancet Planetary Health” l’11 Febbraio 2018 - può essere così sintetizzata:

 

-           Trasformare gradualmente la acciaieria di Taranto in un moderno impianto ibrido con il progressivo abbandono degli altiforni a carbone e di tutte le aree a caldo, in un futuro prossimo che punti all’idrogeno, passando attraverso il gas e il DRI come fase di transizione.

 

-           Sviluppare la ricerca europea nel settore dell’acciaio di qualità, che sta puntando sull’utilizzo di tecnologie DRI alimentate da idrogeno, di cui gli esempi più avanzati sono in Svezia (Progetto Reinvent a Lund) e in Germania (Progetto GrinHy2 a Salzgitter). Anche per Taranto è dunque prevedibile nel medio termine un approdo finale a tecnologie basate sull’idrogeno e su un approccio produttivo di tipo qualitativo (piccole quantità di elevato valore economico, acciai speciali e intelligenti, nanotecnologie), tale da minimizzarne gli impatti nell'ottica ‘zero emission'.

 

-           Dismissione e bonifica delle vecchie aree di stabilimento, con il ripristino ambientale del sito industriale.

 

Su questi punti si chiederà il consenso della società civile, lanciando una consultazione pubblica nel pomeriggio, sotto l’egida del Programma “Riflettere sull’Europa” del Comitato Europeo delle Regioni (www.cor.europa.eu/debate.go),  per arrivare all’approvazione di un documento finale che rappresenti un Nuovo Patto per Taranto da sottoporre all’attenzione delle istituzioni europee e al Governo nazionale.

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