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Cassazione: e’ legittima la critica giornalistica basata sui fatti

La rubrica di Confconsumatori Puglia

Pubblicato in I like Consumatori il 30/03/2015 da Confconsumatori Puglia
È legittimo criticare su un giornale il conferimento di un incarico di tipo politico a un magistrato, sottoposto in passato a procedimenti disciplinari e penali, se i fatti alla base della critica siano veri, il tono non sia offensivo e si dia conto dell’esito assolutorio di tali procedimenti. Così ha deciso la III sezione civile della Cassazione, con sentenza n. 4931/2015, che formula tale sacrosanto principio di diritto al termine di un’ineccepibile motivazione, tra le cui righe filtra il profumo delle buone letture e della migliore giurisprudenza in tema di libertà di espressione.
Il fatto riguarda un giornalista di un quotidiano nazionale criticava la nomina a ispettore del ministero della giustizia di un noto magistrato, in passato sottoposto a procedimenti penali e disciplinari.
La Cassazione annulla la sentenza impugnata.
In sintesi, per la Suprema corte, i giudici non devono insegnare il mestiere ai giornalisti, ma solo tracciare i confini di ciò che è lecito; inoltre, si certifica che «la neutralità è requisito che può esigersi dal giornalista che riferisce fatti, non da quello che formula giudizi di critica politica», che anzi ha il dovere di non essere asettico, posto che solo l’alternarsi di tesi ed antitesi consente al lettore di raggiungere una nuova e più esauriente sintesi. E così, anche le opinioni critiche hanno piena cittadinanza nel nostro ordinamento, purché basate su fatti veri ed espresse in modo non volgare.