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'Salva Banche': in fumo le azioni e le obbligazioni subordinate

Ennesimo caso di 'risparmio tradito' Confconsumatori in campo per assistere i risparmiatori di Cassa di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti

Pubblicato in I like Consumatori il 26/11/2015 da Confconsumatori Puglia

Governo e Bankitalia hanno predisposto in tempi da record il salvataggio da 3,6 miliardi di 4 banche in dissesto, Cassa di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti; un’operazione che per l’ennesima volta, penalizza soprattutto i piccoli risparmiatori. Infatti, le conseguenze del salvataggio (che probabilmente entrerà nella manovra 2016 che ha iniziato il proprio iter alla Camera) riguardano soprattutto gli azionisti delle 4 banche, ben 130 mila, e i 15 mila titolari di bond subordinati che hanno di fatto forzosamente contribuito al salvataggio delle banche con i loro risparmi, volatilizzati. 

Infatti il salvataggio, accelerato per evitare la mannaia del “Bail in”, tocca sia gli azionisti ma anche alcuni obbligazionisti. «Bankitalia – commenta l’avvocato Antonio Pinto, componente del direttivo di Confconsumatori - ha decretato la trasformazione delle obbligazioni subordinate (emesse principalmente dall’anno 2011 in poi) in capitale, azzerandone il valore e l’esigibilità. Per tanti obbligazionisti di Banca Etruria si tratta di una sconcertante scoperta: erano convinti di aver acquistato un titolo remunerativo e hanno visto sfumare tutto il loro investimento con il dissesto della Banca, una condizione, quest’ultima, prevista dall’emittente del titolo. Ciò, va precisato, vale solo per le obbligazioni subordinate e non per le altre obbligazioni che saranno soddisfatte dalla nuova società». Insomma gli azionisti delle quattro banche e i titolari di bond subordinati, riceveranno qualcosa solo se la c.d. “Bad Bank”, cioè le vecchie banche rimaste in piedi, riceverà qualcosa dai propri debitori.

Confconsumatori in questi giorni sta studiando la situazione, approfondendo le diverse fattispecie per individuare possibili strategie per ottenere ristoro dalle perdite dei piccoli risparmiatori, specie per i titolari di obbligazioni subordinate. «Occorre valutare caso per caso la modalità di vendita adottata dalla Banca – avverte Pinto - spesso si tratta di strumenti finanziari complessi che non avrebbero dovuto essere venduti a piccoli risparmiatori. Oltretutto il “piazzamento” di tali titoli doveva essere preceduto da uno specifica informativa sull’elevato rischio dell’investimento, in assenza della quale è possibile contestare la validità dell’acquisto».

I possessori di tali titoli potranno rivolgersi alle sedi di Confconsuamtori per consocere le modalità per difendersi da questo nuovo caso di risparmio tradito.

Nel frattempo, Confconsumatori interverrà nei confronti della Banca d’Italia e Ministero dell’Economia per sostenere le ragioni dei piccoli risparmiatori.