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Cassazione: se l’Agenzia delle entrate modifica le rendite catastali, deve motivare a pena di nullita’

E' cambiato l'orientamento in senso più favorevole ai contribuenti

Pubblicato in I like Consumatori il 15/10/2014 da Confconsumatori Puglia
La Cassazione ha cambiato il suo orientamento, in tema di estimo catastale, in senso più favorevole per i contribuenti che si vedono modificata la rendita, senza che siano specificatamente motivate le ragioni. Secondo il più recente orientamento della giurisprudenza di legittimità, la motivazione dell'atto di revisione del classamento catastale non può limitarsi a contenere l'indicazione della consistenza, della categoria e della classe attribuita dall'agenzia del Territorio (ora accorpata in quella delle Entrate) ma deve specificare, a pena di nullità, sia le ragioni giuridiche sia i presupposti di fatto della modifica. L'Amministrazione è tenuta, quindi, a precisare dettagliatamente se il mutamento è giustificato dal mancato aggiornamento catastale o dall'incongruenza del valore rispetto ai fabbricati similari (individuando detti edifici, il loro classamento e le caratteristiche che li rendono analoghi a quello in oggetto), o dall'esecuzione di lavori particolari nell'immobile, da menzionare analiticamente, o, infine, da una risistemazione dei parametri della microzona di collocazione, da esplicitare in modo chiaro con l'indicazione del rapporto tra valore di mercato e valore catastale dell'area e delle altre comunali, così che emerga il significativo divario (cosi le recenti sentenze della Cass. Sezione tributaria n. 17320/2014 e n. 17322/2014).    www.confconsumatoripuglia.it