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Acquisti via Internet in Paesi Extra Ue: quali i costi aggiuntivi legittimi

Spesso capita di vedere lievitare il prezzo per le imposte

Pubblicato in I like Consumatori il 04/11/2014 da Confconsumatori Puglia
Oggi con internet è più facile acquistare anche dai Paesi extra europei. Spesso, però, capita di vedere lievitare il prezzo per le imposte. È legittimo richiedere “tasse” varie, se di questo si tratta?»
In linea di massima sì. Infatti quando si acquista un prodotto da un’azienda situata all’esterno dell’Unione Europea, si effettua un’operazione commerciale che prevede la sua immissione nel territorio doganale dell’Europa. Questa operazione, per il nostro Paese, comporta dei costi. Un primo costo deriva direttamente dalla dogana: il dazio (dovuto solo per gli acquisti superiori ad € 150,00) varia a seconda del tipo di bene importato ed è calcolato in base al valore dell’oggetto dichiarato dal venditore. Da notare che per la determinazione della tassa incidono, oltre che il prezzo della merce, anche le spese di spedizione (se queste non sono indicate, ci si riferisce ad un importo presunto)». Per sapere quali dazi vengono applicati è possibile consultare agevolmente il sito dell’Agenzia delle Dogane in Italia:http://www.agenziadoganemonopoli.gov.it.
Alla somma totale data dal prezzo del bene, oltre alle spese di spedizione e a quelle del dazio applicabile, si deve ulteriormente aggiungere il 22% di Iva (ma solo per gli acquisti il cui valore superi 22 €). Di solito, questi importi, si pagano in contanti direttamente al corriere o postino che consegna la merce. Se però, al momento della ricezione del pacco, si è sprovvisti della somma necessaria le alternative sono:
a)ritirare la merce all’ufficio postale più vicino (personalmente o per delega) rispettando i tempi indicati nell’avviso che il postino indicherà;
b)ritirare la merce giacente all’ufficio del corriere espresso, sempre attraverso le modalità indicate.

Infine è bene sapere che Poste Italiane, a fronte di acquisti provenienti dall’estero extra Ue, ha diritto di chiedere il pagamento dei “diritti di sdoganamento” per la copertura delle spese amministrative. Gli importi variano da € 5,50 ad € 11,00 e tale somma va ad aggiungersi all’importo di dazio ed Iva.
Insomma, chi vuole acquistare all’estero deve prepararsi a fare un po’ di conti se compra da un paese extra UE, mentre (lo ricordiamo) all’interno dell’UE chi vende a distanza è tenuto a comunicare al consumatore il prezzo finale, comprensivo di tutte le spese. www.confconsumatoripuglia.it

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