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Direttiva UE: nuove tutele per le offerte commerciali telefoniche o via web

Dal 14 Giugno sarà sempre e comunque necessaria la firma su un contratto

Pubblicato in I like Consumatori il 02/04/2014 da Confconsumatori Puglia
Dal 14 giugno, entra in vigore la nuova direttiva europea, per cui il consumatore non potrà più semplicemente accettare al telefono le offerte commerciali ma sarà sempre e comunque necessaria la firma su un contratto.
Questo vale per tutte le offerte stipulate sul web, attraverso i portali delle aziende. Riguarda ogni genere di servizio venduto tramite linea telefonica o via internet e tocca quindi un gran numero di aziende nei settori più svariati: dalle forniture energetiche all’acquisto di biglietti aerei, alle tariffe per la connessione internet, fino alle tariffe telefoniche. La firma potrà essere fisica o elettronica; senza la firma il contratto di acquisto non sarà valido.
Questa novità, così importante per i consumatori, fa parte di un pacchetto di nuove regole che vogliono mettere freno ai molti soprusi che i consumatori hanno dovuto subire negli ultimi anni. Un pacchetto di misure da cui il consumatore uscirà rafforzato o almeno, secondo l’Antitrust, avrà il diritto, non sempre rispettato, di ricevere tutte le informazioni sul panorama totale dell’offerta in completa trasparenza e correttezza. All'Antitrust è affidato il potere di sanzionare con multe pesanti (si arriva nei casi più gravi sino a 5 milioni di euro) le pratiche commerciali scorrette.
Il venditore dovrà chiarire da subito il costo totale del prodotto, comprensivo di tutti gli extra; basta costi aggiuntivi a sorpresa quindi. Anche per le tariffe di luce e gas la stretta sui furbi si fa sempre più dura. In particolare però è sul ecommerce che si concentrano le maggiori novità e lo sforzo più forte dell’Antitrust: si tratta del canale di vendita più in crescita degli ultimi anni, che ancora tuttavia raccoglie una certa resistenza da parte del consumatore italiano.
Uno dei motivi è stato proprio lo sviluppo repentino che ha portato a una vera giungla in cui il consumatore era indifeso. Un recente studio di Netcomm ha sottolineato che gli ostacoli maggiori all’ecommerce sono principalmente legati al bisogno di toccare la merce (per il 40% degli intervistati), l’attaccamento al contante (31%), le remore verso il pagamento online (31%), e, infine, il timore di non ricevere il prodotto (27%) e la paura che il recesso sia complicato (26%).
Alcune delle misure dell’Antitrust vogliono proprio rendere più sicuri i consumatori su alcuni di questi punti: i beni comprati in rete, infatti, dovranno essere consegnati senza ritardi ingiustificati e comunque al massimo entro 30 giorni, oppure il consumatore potrà recedere dal contratto. Inoltre, per esercitare tale diritto di recesso sarà approntato un modulo standard universale. Contemporaneamente, si allunga (da 10 a 14 giorni) il tempo a disposizione per cambiare idea nelle vendite a distanza. Il cliente deve ricevere il rimborso di quanto pagato entro 14 giorni. Questa nuova normativa non si applica ai contratti a distanza se il prezzo del bene non supera i 200 euro.


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