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Diritti fondamentali - ragioni di bilancio: 1 - 0, Gol del giudice di pace di Lecce

"Non facciamoci ingannare: vogliono farci credere che il welfare non sia più economicamente sostenibile"

Pubblicato in Welfare il 27/04/2014 da Antonio Pinto
Anche nel mondo del diritto, come in quello della politica, vi è una guerra ormai continua fra le ragioni dell'austerità, del pareggio di bilancio e la tutela dei diritti fondamentali.
Un'importante sentenza del Giudice di pace di Lecce afferma e ben motiva, il principio secondo cui: se la Regione non è in grado di garantire prestazioni sanitarie urgenti e può provvedere solo convenzionandosi con privati, deve comunque garantire ai cittadini il rimborso integrale delle prestazioni urgenti. Perciò, le norme regionali che limitano il rimborso, pur motivate da ragioni di bilancio, non hanno valore. Lo afferma la sentenza n. 966 del 2014, emessa dalla coordinatrice dei Giudici di pace di Lecce. La decisione riguarda i casi di tre pazienti. La Regione Puglia si è convenzionata con strutture sanitarie private, fissando per ciascuna un tetto massimo di spesa. Una struttura privata però ha sforato il tetto ed ai pazienti ha chiesto il pagamento diretto. La sentenza ricorda che il diritto alla salute è insopprimibile (articolo 32 della Costituzione). Per garantirlo ai malati oncologici, la Regione aveva emanato un regolamento, il n. 14/09, che prevedeva nel leccese due Pet-Tc, che è rimasto sostanzialmente inattuato. Di qui l'inadempimento della Regione, che ha assegnato fondi per prestazioni effettuate da privati. Ma ciò non è un rimedio definitivo, in quanto il regolamento lo subordina alla disponibilità di fondi sufficienti. Invece, il Giudice ha stabilito che chi, a causa dell'esaurimento dei fondi regionali, ha dovuto pagare di tasca propria, ha in ogni caso diritto al rimborso da parte della Regione.
Non facciamoci ingannare: vogliono farci credere che il welfare non sia più economicamente sostenibile. Ma non è così. La verità è che il welfare, più i mille sprechi e più i mille abusi e privilegi che il sistema politico - clientelare ha creato, non è sostenibile. Se vogliamo giudicare un politico, guardiamo come e per che cosa spende i soldi pubblici.