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Acquaviva delle Fonti alla riscoperta dell’Oro azzurro

La video installazione a Palazzo De Mari presentata da Lia de Venere

Pubblicato in Visti da voi il 27/01/2016 da Redazione

Da alcune settimane uno strano oggetto luminoso, posto all’imboccatura di un antico pozzo ormai in disuso, campeggia sul pavimento del cortile di Palazzo De Mari, sede del municipio di Acquaviva delle Fonti (BA); è un parallelepipedo, formato da quattro monitor di grande formato posti in verticale sul lato corto, che rimandano immagini in movimento di oggetti fluttuanti nell’acqua, tra cui teli bianchi, spartiti musicali, un lampadario, una valigia, una racchetta da tennis, libri, rami, fiori. Un pozzo virtuale, dunque, che diventa una sorta di lanterna magica attivata dalla presenza dei visitatori, innescando una narrazione affascinante, con rimandi alla memoria individuale e collettiva, sollecitati dal rumore dell’acqua misto ad altri suoni.

E’ una videoinstallazione permanente realizzata per conto dell’amministrazione comunale da Studio Azzurro, un collettivo di artisti noto a livello internazionale, nell’ambito di un ambizioso progetto intitolato “I pozzi parlanti-Luoghi dell’acqua e della terra”, nato dalla volontà di riscoprire le tracce della civiltà materiale legata alla presenza di ingenti risorse idriche nel sottosuolo del territorio per creare un percorso culturale e turistico. Il progetto, che si avvale della collaborazione del GAL Sud Est Barese, comprende la realizzazione di un’app per smartphone (Acquaviva), di percorsi multimediali e di uno spazio immersivo allestito all’interno di un’antica farmacia.

Per la loro “videoinstallazione sensibile per immagini e suoni liquidi”, intitolata con un evidente gioco di parole “Ve(de)re da pozzo”, Studio Azzurro ha tratto spunto dalla ‘memoria dell’acqua’– cioè la proprietà del liquido di mantenere il ricordo delle sostanze con cui è venuta a contatto – di cui nel 1988 l’immunologo francese Jacques Benveniste annunciò la scoperta, accolta con scetticismo dal mondo scientifico e poi sconfessata dalla rivista “Nature”.

Come dice il nome, Acquaviva delle Fonti è una località ricca di risorse idriche. A testimoniarlo sono i numerosi pozzi (in gran parte chiusi dopo la nascita dell’Acquedotto Pugliese), che fornivano acqua non solo al paese, ma anche a zone lontane come il Gargano e la Basilicata. Proprio dall’intento di riscoprire gli antichi pozzi, che hanno consentito un consistente sviluppo dell’agricoltura, è nato il progetto dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, che coniuga il percorso dei “pozzi parlanti” nel centro storico, in cui installazioni multimediali racconteranno il ruolo fondamentale della presenza dell’acqua nella vita della comunità locale, all’”itinerario dell’acqua santa”, che condurrà visitatori e residenti alla scoperta dei numerosi luoghi di culto del borgo antico.

A dar vita al progetto nato dall’entusiasmo e dall’impegno del sindaco Davide Carlucci e dell’assessore Austacio Busto, le professionalità dell’arch. Mauro Guaricci, progettista e direttore dei lavori, del direttore scientifico prof. Francesco Chiarulli e di Daniele Trevisi, responsabile della direzione artistica.

Con un obiettivo a lungo termine: la creazione di un ecomuseo diffuso, che mira a far conoscere le proprietà e gli usi dell’acqua, l’”oro azzurro”, fonte di vita e di benessere.

                               

Studio Azzurro

“Ve(de)re da pozzo”, 2015

Videoinstallazione permanente

4 monitor 32 pollici, 2 sensori di movimento, 3 video, uno in loop

Palazzo De Mari, Cortile
Piazza Vittorio Emanuele II

ACQUAVIVA DELLE FONTI




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