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Grecia o Puglia: gli elettori possono scegliere i politici e devono imparare a farlo

Due criteri per scegliere chi votare: terapie concrete e filosofia, tutto il resto è noia e diventerà rabbia sociale

Pubblicato in Visti da voi il 26/01/2015 da Antonio Pinto
Il voto in Grecia dimostra che in Europa e in Puglia le domande dei cittadini alla politica sono le stesse, oggi riducibili a due: lavoro dignitoso e servizi pubblici che funzionino. Su questo, l'unità e la consapevolezza sono ormai europee e non locali. Ora i cittadini devono riproporre la stessa unita' e consapevolezza nel selezionare i politici. Due criteri semplici per scegliere chi votare, dal consiglio circoscrizionale sino al Parlamento: guardare sia alla filosofia che alle terapie concrete che il politico propone.
Terapie: se un politico accusa il sistema o dice frasi bellissime, però non vi fa capire quali interventi vuol fare per il lavoro, come pensa di garantire una sanità per tutti, trasporti che funzionino, come ripristina legalità negli appalti, come pensa di risolvere i problemi di settori vitali come commercio, agricoltura e turismo, ecc., non vale la pena votarlo perchè ci porterà al disastro.
Sino ad oggi i soldi pubblici hanno coperto le incompetenze o le ruberie dei politici. Oggi i soldi pubblici sono finiti.
Bisogna imparare a guardare anche la squadra: se un politico parla di rinnovamento ma si allea con i vecchi capibastone, non vale la pena votarlo perchè ne sarà condizionato, indipendentemente dalla sua buona fede e onestà. Se la sua squadra è fatta per larga parte di fedelissimi ma incompetenti, non vale la pena votarlo, perché non potrà risolvere nessun problema.
Filosofia: Se un politico, in questo periodo, non afferma univocamente e non dimostra con le sue azioni, la sua opzione culturale per la crescita economica a vantaggio di una redistribuzione delle risorse, non vale la pena votarlo, perché ci porterà alla disperazione ed alla disgregazione sociale.
Gli ammortizzatori sociali, come la mobilità o la CIG, hanno comprato tempo. Tempo da usare per scegliere e attuare soluzioni, non per parlare. Tempo che sta scadendo.
Filosofia e terapie concrete. Tutto il resto è noia e diventerà disperazione e rabbia sociale (vedi Taranto e ILVA oggi).