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Il Decreto competitività fa bene all'agroalimentare di Puglia

I punti fondamentali

Pubblicato in Sviluppo il 28/08/2014 da Antonio Pinto
Il nuovo Decreto competitività, convertito in legge l’undici agosto, prevede varie misure positive. Per noi pugliesi, forse, il pezzo più importante è quello sullo sviluppo dell’agroalimentare.
E’ previsto che due o più aziende agricole, se stipulano un contratto di rete, possono svolgere in forma associata le coltivazioni e la trasformazione dei prodotti agricoli, ed i partecipanti alla rete, quando cedono la propria quota di prodotti ottenuti in forma associata, possono applicare il regime speciale Iva e rientrare nel reddito agrario ai fini delle imposte dirette (molto più conveniente).
Le reti di impresa agricole vengono incentivate anche con un credito di imposta nella misura del 40% delle spese sostenute per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie e per la realizzazione di cooperative di filiera. Lo scopo è quello del raggiungimento di un miglioramento tecnologico delle strutture e per la creazione di nuovi prodotti. Il credito non potrà superare l'importo di 400mila euro.
Un secondo credito di imposta è previsto per la realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al commercio elettronico (vale anche per i prodotti della pesca e dell'acquacoltura). Il credito d'imposta è pari al 40% delle spese per nuovi investimenti sostenuti per incentivare il commercio elettronico, fino al limite di spesa di 50.000 euro. Tutti tali crediti possono esser usufruiti negli anni 2014, 2015 e 2016 e spettano sia alle imprese agricole che alle piccole e medie imprese agroalimentari.
Ancora, è previsto che le imprese agricole che si costituiscono in contratto di rete, acquisiscono priorita' nell'accesso ai finanziamenti previsti dalle misure dei programmi di sviluppo rurale regionali e nazionali, relativi alla programmazione 2014-2020.
Come si vede, il Decreto svolge anche una funzione………..”educativa” per le nostre aziende. Infatti, incentivando concretamente i contratti di rete e l’ecommerce dei prodotti, indica una via per il salto di qualità che questo settore in Puglia può e deve fare.