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Innovare: terapia anticrisi

Rimboccarsi le mani vuol dire "crescere"

Pubblicato in Sviluppo il 28/01/2014 da Antonio Pinto

Sabato, per lavoro, sono stato a San Severo a visitare un'azienda mia cliente. Ho trovato un'impresa che: produce vini e, dopo aver chiamato uno degli enologi più bravi d'Italia, ha ottenuto il "tre bicchieri" del gambero rosso per due vini; fa produzione di abbigliamento e pelletteria ed ha creato una sua catena di distribuzione di outlet; ha costituito una società di trading che garantisce l'esportazione dei suoi prodotti in vari Paesi esteri. Ovviamente dà lavoro a molte persone. Parlando con uno dei soci, ho avuto la conferma che, le persone capaci di innovare sono quelle che portano in avanti il confine di ciò che è possibile o conosciuto. Intravedono prima una cosa nuova che si può costruire. Sono guidati da esperienze pratiche e valori. Vedono una via non percorsa, decidono un percorso operativo e lo seguono con caparbietà. Sanno cambiare direzione, con pragmatismo, dinanzi alle risposte della realtà. Riescono a contagiare con la loro visione i propri compagni di viaggio. Non si accontentano mai, mai, dopo i primi successi. 

La scorsa settimana è stata pubblicata una ricerca dell'Università Cattolica di Milano, secondo cui dal 2008 al 2012 il PIL italiano ha perso 86,3 miliardi di euro, così come anche i consumi e gli investimenti sono diminuiti di ben 111 miliardi. L'ultima analisi del Centro studi di Confindustria ha attestato che la disoccupazione in Italia è raddoppiata negli ultimi sei anni e, nello stesso periodo, hanno chiuso 32 mila piccole e medie imprese, perdendo il 15% della capacità manifatturiera del Paese. La ricerca individua però anche una terapia possibile: è la nuova imprenditorialità il veicolo del progresso economico. Sono le start up, ossia le nuove imprese che puntano a produrre prodotti e servizi innovativi (ad es. legate alle nuove tecnologie o applicative di ricerche scientifiche) quelle dove si possono avere forti margini per recuperare posti di lavoro. O ci rassegnamo a questi numeri tristi o ci rimbocchiamo le maniche e proviamo ad aprire nuove possibilità.