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Strumenti da importare anche nei comuni pugliesi

Dal Comune di Bologna una formula da copiare

Pubblicato in Scuola il 03/06/2014 da Antonio Pinto
Ieri il nostro quotidiano Ilikepuglia riportava i dati di una ricerca del CENSIS sulle scuole. Gli edifici delle scuole italiane non hanno adeguata manutenzione e patiscono anche di seri problemi strutturali. Su un totale di 41 mila scuole, in 24 mila gli impianti non funzionano (elettrici, idraulici e termici) oppure sono insufficienti o non a norma. 9000 edifici praticamente sono privi di intonaco e in altri 7.200 sarebbe necessario rifare tetti e coperture. Orbene, al fine di procedere alle ristrutturazioni delle scuole pubbliche, il Comune di Bologna, che non aveva soldi sufficienti, nè la possibilità di accedere ai soliti muti bancari (ormai una chimera anche per gli enti pubblici), ha usato una formula assolutamente da copiare. Il modello di questo nuovo strumento è, in sintesi, il seguente: un Comune che non ha soldi per ristrutturare o costruire una scuola, conferisce l’immobile all’interno di un Fondo immobiliare, questo consente di trovare investitori (anche istituzionali) che sottoscrivono le quote del Fondo e vengono ripagati con i fitti che i Comuni si impegnano a pagare. Al termine del periodo di locazione (che sarà fissato in un periodo lungo, per consentire al Comune di "spalmare" il costo dell'intervento) sarà possibile inserire clausola che prevede il diritto del Comune a riscattare il bene, ossia a ricomprarsi l'immobile, che così torna - anche formalmente - bene pubblico. Forza amministratori dei Comuni pugliesi, copiamo questo strumento per garantire ai nostri figli scuole decenti e alle imprese ed ai lavoratori lo sblocco dell'edilizia scolastica. Si può fare.


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