Martedì, 17 Settembre 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Premio Barbara Baldacci, lectio magistralis dell’immunologo Alberto Mantovani

In memoria di una delle quattordici vittime del disastro aereo di Capo Gallo

Pubblicato in Salute il 21/11/2014 da Edoardo Altomare
Barbara Baldacci aveva 24 anni quando nell’agosto 2005 è tragicamente scomparsa insieme col suo fidanzato ed altre quattordici giovani vittime nel disastro aereo di Capo Gallo. Stava per laurearsi in Biologia, e il relatore della sua tesi di allora, il professore Giuseppe Calamita - ordinario di Fisiologia al Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica – in collaborazione con la madre di Barbara, Rosanna Baldacci, ha progettato e realizzato un Premio di Laurea Nazionale commemorativo, destinato ogni anno ad un giovane laureato che si sia particolarmente distinto nel ciclo di studi universitari. Quest’anno il Premio Barbara Baldacci, che consiste in una somma in denaro messa a disposizione dalla famiglia della studentessa scomparsa, è stato assegnato al pugliese Daniele Buonassisi.
La cerimonia di premiazione, svoltasi lo scorso martedì 18 novembre nell’Aula Magna dell’Ateneo alla presenza del Rettore dell’Università di Bari Uricchio e del sindaco Decaro, è stata arricchita quest’anno dalla presenza dell’immunologo Alberto Mantovani, invitato da Calamita, infaticabile promotore dell’evento. Mantovani è il ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale, e attualmente ricopre l’incarico di Direttore scientifico dell’Ospedale Humanitas di Rozzano (MI).
Mantovani non si è affatto limitato ad un discorso di circostanza, compiendo invece nella sua lectio magistralis un’affascinante ricognizione dello stato dell’arte della ricerca sul tema dei rapporti tra infiammazione e cancro, un nesso che era già stato intuito da Virchow nella seconda metà dell’Ottocento. E’ noto da tempo che alcune condizioni infiammatorie, dall’intestino alla tiroide o alla prostata, aumentano il rischio di cancro; e che in un tumore maligno si ritrovano molte cellule infiammatorie - le principali sono i macrofagi – fortemente sospette di rivestire un ruolo pro-tumorale. Secondo Mantovani, che è a capo di un gruppo di agguerriti ricercatori nei laboratori dell’Humanitas e collabora con i più autorevoli centri internazionali di ricerca del settore, stiamo avvicinandoci al momento in cui potrà avverarsi il sogno di tutti gli immunologi, quello cioè di utilizzare il sistema immunitario per combattere il cancro. La definizione delle cellule e dei meccanismi molecolari coinvolti nel legame infiammazione-cancro potrebbe aprire nuove strade: magari orientando le nuove strategie di intervento terapeutico proprio contro i macrofagi, in modo da “rieducarli” o bloccarli.
Il grande immunologo non ha trascurato un aggiornamento sulla diminuzione del rischio tumorale associato all’uso dell’aspirina, sia nella prevenzione che nella progressione di alcune neoplasie. Siamo pronti a raccomandare a tutti di prendere l’aspirina per prevenire il cancro ? L’incredibile storia della pillola antiinfiammatoria più famosa del mondo, lascia intendere Mantovani, potrebbe presto arricchirsi di un nuovo, straordinario capitolo.

loading...