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Ebola: in Italia non c'è stato di massima allerta

Il virus non arriva con un barcone di migranti, piuttosto con un aereo in business class

Pubblicato in Salute il 15/11/2014 da Edoardo Altomare
Non è affatto vero, come ha scritto qualcuno, che in Italia e in Puglia sia in vigore, al momento in cui scriviamo, uno stato di massima allerta sul virus Ebola. C’è sempre, evidentemente, qualcuno alla ricerca di facili scoop perché a corto di argomenti e di una adeguata preparazione scientifica. Invece, proviamo a darla noi una notizia rassicurante: un’epidemia di Ebola in Italia e in Puglia non ci sarà. Intendiamoci, è possibile - anche se ritenuto improbabile - che anche dalle nostre parti possano registrarsi casi isolati, ma può escludersi una diffusione epidemica del virus. Lo affermano i più affidabili esperti in materia, da Gino Strada (il medico fondatore di Emergency) alle due epidemiologhe Maria Chironna (Istituto di Igiene dell’Università di Bari) e Caterina Rizzo (Istituto Superiore di Sanità) che hanno partecipato nei giorni scorsi ad un seminario sulla malattia da virus Ebola organizzato dalla Asl Bari.
Alla data del 13 novembre 2014 l’epidemia da virus Ebola è in aumento in Sierra Leone, e appare stabile in Guinea e in Liberia. E’ attualmente in corso un’epidemia da Ebola anche nella Repubblica democratica del Congo, ma questo appare come un evento indipendente e non correlato con quello concomitante in Africa Occidentale. Dal 1976, anno in cui il virus è stato scoperto, quella attuale è sicuramente l’epidemia da Ebola più grave e diffusa, ma in Europa è possibile che arrivino solo casi importati direttamente - attraverso voli aerei – da quei Paesi africani nei quali la malattia è esplosa a partire dal dicembre del 2013.
Se giungerà in Europa, in una delle regioni italiane, dicono gli esperti, Ebola arriverà dunque in aereo, magari in business class, e non certo sui barconi dei migranti (i virus non rispettano le frontiere, e possono approfittare degli esseri umani come vettori per spostarsi rapidamente da un continente all’altro). Ma sull’argomento circola molta cattiva informazione, il che avviene inevitabilmente ogni qualvolta si profili la minaccia di un’epidemia, e si cerchi immancabilmente di individuare i responsabili della diffusione del virus. I nuovi untori. Nel caso di Ebola l’equazione è facile: Ebola = Africa = immigrati di colore. Niente di più sbagliato.
Il periodo d’incubazione della malattia da virus Ebola è compreso tra 2 e 21 giorni. Troppo pochi perché nella massa dei disperati che, diretti verso le coste italiane (e che non arrivano solo dall’Africa ma anche da altri Paesi come la Siria), salgono sui barconi per affrontare un duro viaggio per mare, si possa trovare qualcuno in grado di resistere all’aggressività del virus in condizioni di estremo disagio e di giungere vivo fin qui dopo un viaggio così lungo.
La psicosi del contagio, il pregiudizio nei confronti dell’immigrato o persino di chi semplicemente torna da un viaggio in Africa, può essere più forte dello stesso virus. E’ la paura, la vera epidemia.

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