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Il signor Luigi e le votazioni

"Li ho guardati in faccia uno per uno, proprio come adesso sto guardando voi"

Pubblicato in Città e avvenire il 16/05/2014 da Carmelo Colelli
A Mesagne c’erano le votazioni, adesso non mi sto ricordando di quale anno, sicuramente doveva essere prima del ‘60.
A quel tempo viveva un signore anziano, contadino, povero ma con tanto cervello in testa, il signor Luigi.
In paese, sulle pareti vicino alla piazza e vicino alla Villa Comunale, avevano affisso tanti manifesti tutti colorati, con le facce dei candidati.
Ogni partito di quel tempo aveva i suoi manifesti ed il suo simbolo, chi una croce, chi un martello con la falce, chi il sole nascente, chi una fiamma e chi altro ancora.
Ogni sera, in piazza “IV Novembre”, il “Sedile”, vi era un comizio e parlava un candidato diverso.
Il signor Luigi, prima di andare a sedersi nella cantina, quella che si trovava vicino alla Chiesa Madre, ascoltava tutti questi discorsi e si faceva un suo parere.
Alla sua età di persone e di parole ne aveva viste e sentite assai.
Il signor Luigi aveva quattro figli e sette-otto nipoti, i nipoti erano tutti grandi, uno era avvocato, un altro ingegnere, un altro professore.
Per tutta la settimana, prima delle votazioni, ogni sera, i nipoti andavano a trovare il nonno, ognuno di loro spiegava le cose buone che il suo partito poteva fare e si faceva promettere dal nonno il voto per il proprio partito e per il proprio candidato.
In quella settimana, al signor Luigi gli avevano mostrati i tanti simboli e i tanti nomi.
Il signor Luigi li aveva memorizzati tutti, non sbagliava mai: quando il nipote avvocato gli domandava il nome del candidato suo, subito il signor Luigi rispondeva e faceva vedere al nipote la casella sulla scheda fac-simile e diceva: “Qui devo mettere la croce e così questo signore amico tuo sale al Municipio!”
Quando veniva il nipote professore, il signor Luigi ripeteva le stesse cose, gli diceva il nome del candidato, prendeva la scheda da sopra il “buffet” e mostrava al professore la casella dove doveva mettere la croce e diceva: “Qui devo mettere la croce e così questo signore amico tuo sale al Municipio!”
La stessa scena si ripeteva con gli altri nipoti, una sera dopo l’altra.
La Domenica mattina, verso mezzogiorno, il signor Luigi, piano piano andò a votare.
Mentre stava andando, alla Porta Grande, incontrò il nipote ingegnere che gli disse: “Ciao nonno! Mi raccomando non ti sbagliare!”, il signor Luigi gli rispose: “Non ti preoccupare non posso scontentarti!”.
Più avanti, nella Villa Comunale, vicino al chioschetto incontrò il nipote avvocato, anche questi gli si avvicinò e gli disse: “Ciao nonno! Mi raccomando non ti sbagliare!”, il signor Luigi gli rispose: “Non ti preoccupare non posso scontentarti!”.
La stessa scena si ripeté con gli altri nipoti.
La sera della Domenica, tutti i nipoti andarono a casa del nonno, volevano sapere per chi aveva votato.
Si ritrovarono tutti insieme, il signor Luigi prese una bottiglia di Rosolio, i bicchieri piccoli e li cominciò a riempire.
Nessuno dei nipoti aveva il coraggio di parlare per primo, il signor Luigi che non era stupido, capì, li guardò uno dopo l’altro e disse: “Lo so perché siete venuti qui stasera, tutti, volete sapere per chi ho votato.”
E prendendo il suo bicchiere disse. “Ragazzi, siete diventati grandi, siete l’orgoglio del nonno Luigi, contadino e poverello, forza, beviamo tutti insieme”, finì di bere quel poco di rosolio, si sedette, li guardò in faccia un’altra volta e disse: “Non ho scontentato nessuno di voi!”
A questo punto, i nipoti cambiarono faccia, com’era possibile che il nonno non avesse scontentato nessuno, due di loro pensarono subito, “vuoi vedere che il nonno non ha capito niente e la croce l’ha messa su tutti i simboli?”.
Il signor Luigi li guardò e disse:
“Voi mi state guardando come uno che non mantiene le cose promesse, ma non è così, io ho votato secondo la mia coscienza, nella mia testa mi sono fatto tutti i ragionamenti, ho sentito tutto quello che hanno detto coloro che hanno parlato nei comizi, li ho guardati in faccia uno per uno, proprio come adesso sto guardando voi, prima di andare a votare ho pensato a quello che era meglio per tutti e non solo per me!”
Si fermò, li guardò ancora una volta uno ad uno e disse:
“Le votazione nella vostra vita ci saranno sempre, ma quando andate a votare, ricordatevi di pensare a ciò che è meglio per tutti e non soltanto per voi, la cosa più importante e quella di votare sempre secondo la vostra coscienza!”.
Si fermo ancora un’altra volte e disse: “Solamente così non scontenterete mai nessuno e farete il bene di tutti!”.