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Il quarto sesso

Quanti genitori ne conoscono l'esistenza?

Pubblicato in Pensieri Spettinati il 24/03/2015 da Margherita De Napoli
Quanti genitori, docenti, educatori sanno che esiste il "quarto sesso"? Solo il marketing lo conosce bene perché è una larga fascia di consumatori molto appetibili: gli adolescenti. La psiche dei teenager per i familiari ed i professori è un territorio oscuro, mentre per i lunghi tentacoli del Mercato è un continente da conquistare per far business. Perché non si dà importanza all'ideologia consumistica che li condiziona, all'influenza di quei diktat ingannevoli che incitano al divertimento come unico orizzonte di senso proposto? Moltissimi giovani prima di essere "fatti" di alcool , o altre sostanze "stupefacenti", sono già ubriachi di noia. Baudelaire la descrive come un mostro che "sbadigliando inghiottirebbe il mondo", forse loro, proprio per sfuggire agli sbadigli assumono euforizzanti, per provare "emozioni forti", per sentirsi vivi. Sono forse 'anestetizzati' se hanno bisogno di schiaffi di adrenalina? Domande inquietanti per tutti. Non solo alcool, anche spinelli e poi prostituzione minorile, le baby squillo che occupano la cronaca, bullismo, cyberbullismo. Gli adulti sono smarriti, ma possono trovare una bussola sfogliando la psicologia dell'età evolutiva.
Solo il marketing lo fa, i giovani sono un target da sedurre per indirizzarne gli acquisti.
La pubblicità conosce le esche per prendere all'amo il consumatore, sa il linguaggio che bypassa la testa per raggiungere la "pancia". Adesso è di moda la follia globalizzata della "NekNomination” (neck, in inglese, ‘collo’ della bottiglia), un pericoloso "gioco alcolico" che spopola su Facebook. Teenager (sotto i 16 anni l'enzima per metabolizzare l'alcool non funziona ancora del tutto, quindi si rischia l'intossicazione) bevono alcool, si filmano, caricano sul social network la ‘bravata’ e poi “nominano” altri tre amici coinvolgendoli.
Chi interrompe la 'catena' viene deriso come 'sfigato': un delirio made in Australia che ha contagiato America e Gran Bretagna dove già si contano le prime vittime. Ad Agrigento un ragazzo è in coma etilico.
Sembra quasi giochino ad un’assurda “roulette russa”. Senza contare che il 45% degli incidenti stradali sono tra i nefasti ‘effetti collaterali’: un giovane che si mette alla guida in stato d’ebbrezza ha un’arma nelle mani .
Purtroppo già avevamo importato dal Nord Europa le abbuffate alcoliche, il cosiddetto binge drinking, bere per sballare, far baldoria, ora questa perversa moda ha trovato la ribalta virtuale e così, tra voyeurismo ed esibizionismo, si bruciano vite davanti alla smisurata platea di internauti.
Ma a che età in Italia viene avvicinato alle labbra il primo bicchiere di alcool? Secondo i dati Istat intorno ai 12 anni, l' età più precoce di tutta l' Europa. La psiche dei pre-adolescenti è più manipolabile e i giovanissimi sono sempre più un facile bersaglio per gli spacciatori di sogni. Pensate che hanno inventato gli alcolpops, bevande gassate(pop, bollicine) in bottigliette dai colori accattivanti. Sono soft drink da "reclutamento", succhi frizzanti a cui si aggiunge un po’ di alcol per arruolare nuovi “seguaci” del dio Bacco intrappolandoli in una precoce dipendenza da sostanze. E poi l’happy hour (ora felice), termine anglosassone per definire il periodo di tempo in cui in un bar o in un locale ci sono sconti su vino, birra e cocktail. Nel tardo pomeriggio, un aperitivo in compagnia diventa un momento di ‘ricreazione’ dopo il lavoro e così tra una focaccina e una tartina si socializza più facilmente e l’aiutino alcolico fa sentire più disinvolti e ‘fighi’. Quante sono le pubblicità in Tv in cui il bere viene associato a divertimento, conquiste e allegria? In quanti film o telefilm gli attori girano con un bicchiere in mano?
Neknomination, Binge drinking, alcolpops, “cattive” abitudini che ci hanno colonizzato culturalmente e che hanno portato a quella che potremmo chiamare generazione ebbra: vogliono essere brilli non sobri, per spassarsela hanno bisogno di "star fuori di sé".
Vanno a caccia di un'euforia chimica che li liberi da indifferenza e apatia, sbarre di un'invisibile prigione. Siamo in piena "emergenza educativa" e, mentre scuola e famiglia annaspano, il Mercato impone nuovi modelli e stili di vita con la sua gioiosa macchina di persuasione. E così il "quarto sesso" è disorientato dai messaggi contraddittori, ha una creatività e una vitalità (per lo psicoanalista E.Erikson i giovani sono “bombe d’energia”) su cui la Società deve scommettere se vuole crescere, mentre invece sembra lasciar andare alla deriva i suoi figli senza tendergli una mano, con il rischio che quella energia imploda. Il vuoto si sconfigge con le passioni, ma per trasmetterle ci vogliono adulti appassionati, non disincantati. Si può lottare contro l'abuso di alcol anche scendendo in campo per affiancarsi al giovane nel duro lavoro di capire se stesso. Fitzgerald diceva: "Prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine il drink prende te". Se ci si vuol far "prendere" forse è per evadere verso un altrove lontano dalla propria coscienza, per non sentire la paura di veder scivolar via goccia a goccia la propria esistenza.