Giovedì, 19 Settembre 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Italian sounding: prodotti che 'suonano' Made in Italy, ma sono taroccati

E se Almo cucinasse con un "Mozzarollo" o una "Zottarella"?

Pubblicato in Pensieri Spettinati il 22/03/2014 da Margherita De Napoli
"Noi siamo quello che mangiamo" Ludwig Feuerbach

Chissà cosa penserebbe Almo, cuoco pugliese fuoriclasse, secondo posto a Masterchef Italia, se dovesse cucinare i suoi sublimi piatti con un "Mozzarollo" o una "Zottarella", rabbrividirebbe probabilmente. Eppure in giro per il Pianeta esistono cibi contraffatti dai nomi bizzarri. Il BuonPaese dovrebbe tutelare il 'made in Italy' dal fenomeno dell'italian sounding, quei prodotti che 'suonano' italiano ma non lo sono, un danno che ammonta, in un anno, a oltre 60 miliardi di euro. Salvaguardare gli alimenti tipici amati dai consumatori di tutto il mondo, le eccellenze enogastronomiche del Belpaese, da quelli dal marchio contraffatto, è una priorità per la nostra economia. Non è possibile scoprire che una bresaola prodotta in Uruguay venga, attraverso un abile packaging, venduta all'estero come italiana, che un culatello prodotto con carni made in Usa o un pecorino prodotto con latte di pecora romena, con il solito camuffamento, finiscano sugli scaffali dei supermercati di mezzo mondo spacciandosi come cibi tipici dello Stivale. A maggior ragione la Puglia, che ha pepite d'oro tra le sue zolle, dovrebbe combattere contro le false etichette e magari Almo Bibolotti, capelli fluenti e solarità nel sorriso, potrebbe diventare portavoce di questa battaglia e aiutarci a distinguere il loglio dal grano: w il made in Puglia!


Suggerimento musicale: "Ma che bontà" di Mina con un divertente video-cartoon


loading...