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Agosto, e' il mese più freddo dell'anno

Il paradosso nei versi di una canzone. Scoprite perche

Pubblicato in Pensieri Spettinati il 15/08/2014 da Margherita De Napoli
Agosto è il mese più freddo dell’anno” recita il verso di una canzone e sembra un paradosso fino a quando ascoltandola non si comprende che il gelo riguarda l’animo di chi rimane solo durante il mese più caldo. Il senso di solitudine brucia di più nei canonici giorni del divertimento. Cosa fai quest’estate? E' il ‘tormentone’ che a volte comincia già dopo le vacanze di Pasqua. Questa smania di evasione mi fa pensare a quel signore che per potersi permettere la libertà lavorò tanto che la sua vita divenne una prigione. Sembra che tanti si sentano agli ‘arresti domiciliari’ fino a quando non scatta l’ora delle agognate ferie.
L’industria del ‘divertimentificio’ si mette moto, fioccano le promesse di paradisi incontaminati, oasi di relax e benessere in resort da sogno, miraggi di piacere ‘low cost’ in pacchetti ‘all inclusive’. Chi rimane a casa si sente tagliato fuori e guarda il mondo dalla finestra della tv, si affaccia sul rutilante luna park dove tutti paiono allegri e frizzanti. La luce rossa di una telecamera può far miracoli, è come una droga, tutti sorridono e ballano salvo poi tornare a stufarsi fino al prossimo cocktail, al successivo party. Nella folla si nasconde meglio lo spettro della solitudine. Da cosa fuggono infatti quei ragazzi che per divertirsi hanno bisogno di pasticche e alcool?
Anche fare a botte può essere un diversivo per procurarsi ‘emozioni forti’ così come il balconing(tuffarsi dalla finestra di un albergo in una piscina), altrimenti che ‘movida’ è se non sballi?
E tutto questo perché se non per trovare l’eccitazione che metta la museruola alla mordace Noia? Un mostro che “sbadigliando inghiottirebbe il mondo” secondo Baudelaire. E’ il bisogno di andare su di giri che spinge a doparsi, vogliono adrenalina per ‘sentirsi vivi’ anche se rischiano la pelle. Se poi il video è caricato su Youtube gridano al mondo ‘ci sono anch’io, se mi guardate so di esistere’. Il brivido della visibilità appaga per un attimo e la paura della solitudine echeggerà nell’anima dopo l’uso delle chimiche bacchette magiche. Ma in quanti tentano d’insonorizzare così le inquietanti “voci di dentro”?
Agosto (Perturbazione,2004)
http://www.youtube.com/watch?v=lpFxmTvpJrM


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