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'Divertitevi alla grande'

L’allegria è fragile, effimera, quando cerchi di stringerla nel pugno è già svanita

Pubblicato in Pensieri Spettinati il 02/06/2014 da Margherita De Napoli
“Le condizioni di vita degli uomini influiscono molto sulla loro filosofia,
ma d’altra parte la loro filosofia influisce molto sulle loro condizioni”.
Bertrand Russel.

“Divertitevi alla grande” recitava lo slogan di uno spot di automobili.
Eccolo il manifesto dell’ideologia consumistica, il primo comandamento:divertirsi.
E così il divertimento diventa un dovere, non più eccezione che conferma la regola, ma regola essa stessa, non più episodico momento di svago ma obbligo sociale da rispettare e dichiarare.
Diventato imperativo categorico il divertimento sembra essere la cosa più faticosa di tutte. Trovo sia assurdo il tentativo di divertirsi per forza, non basta dire volli, fortissimamente volli. E’ possibile programmare uno stato d’animo?
L’allegria è fragile, effimera, quando cerchi di stringerla nel pugno è già svanita.
Ma dal pulpito televisivo i testimonial dell’euforia a tempo pieno ci mostrano scene di ordinario divertimento:sorrisi, risate, brio a gogò .
Sarà eccitante l’effetto della telecamera. Chi recita in un film si diverte, chi fa un programma si diverte, nel mondo dello spettacolo pare che nessuno lavori, tutti giocano e si divertono, sembrano bambini tra i balocchi.
Sarà vero? Esiste un’attività ludica 24h su 24?
Perché si reclamizza il divertimento come la massima aspirazione a cui tendere?
Per raggiungere questo fine bisogna spendere, consumare.
Il consumismo e la filosofia del divertimento sono legate a doppio filo.
Il nostro compito è comprare ciò che le industrie producono, le merci sono i nostri giochi e il business si mantiene fiorente finché i consumatori fanno il loro dovere, divertirsi.
Che il divertimento sia una bolla di sapone, un’illusione spacciata per realtà nessuno osa dirlo. All’amico che ti saluta dicendoti “divertiti!” quando parti e vai in vacanza in un’isola di sogno, avresti il coraggio di dire, al ritorno, che ti sei annoiato?
Nemmeno per idea, ed ecco che s’inventano aggettivi gonfiati, superlativi, tutto per far bella figura.
Esiste persino il fenomeno dei vacanzieri-talpa, persone che dicono ad amici o parenti di avere in programma una vacanza magari in un paradiso esotico mentre invece si rintanano in casa nascondendosi agli occhi degli altri. Quando allo scadere del viaggio sgusciano fuori dalla “tana” racconteranno a tutti un sacco di frottole per avvalorare la finzione.
Alcuni si organizzano persino riuscendo a far inviare delle cartoline dal luogo scelto per le ferie. Anche la vacanza è uno status symbol.
E’ come se le nostre vite fossero in vetrina, non è più l’erba che confrontiamo con il vicino, ma la nostra “vetrina”.
La vita finisce per assomigliare sempre più ad un reality, si è qualcuno se si è visibili: appaio dunque sono. Ma l’uomo non può seguire solo la logica del consumo, il divertimento coatto spinge a cercare fonti di eccitazione continua perché la noia è alle calcagna, è il nemico numero uno da combattere, e forse è proprio per sfuggire a questo stato d’animo che tanti bevono o assumono sostanze euforizzanti, sono ubriachi di noia prima che di alcol.
Il tempo libero può diventare un incubo se non si ha nulla da fare, se non si ha nessun desiderio tranne quello di possedere oggetti/feticci, ma al Mercato non interessa null’altro se non provocare una sorta di bulimia dell’acquisto. E così le energie dei giovani si sprecano diventando, quel che è peggio, persino autodistruttive.
Non possiamo aspettarci che sia l’ideologia consumistica a proporre altri orizzonti di significati, altri valori.
La filosofia del divertimento e quella dell’impegno, ad esempio, si escludono a vicenda. Oggi il messaggio che s’indirizza a giovani (e non) è quello di essere disimpegnati, mentre forse è proprio nell’impegnarsi che ci si può emancipare dal giogo che imprigiona la libertà creativa.
Ma chi glielo dirà?


Film sui vacanzieri-talpa: "Mari del Sud" Abatantuono-Stornaiolo

Soundtrack consigliat: Caparezza "Fuori dal tunnel"


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