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De-liberatamente: Cose da paguri

La scrittrice: "Seminerò pensieri in corsa"

Pubblicato in Non solo Libri il 19/01/2014 da Francesca Palumbo

"Cosa dire di me: sono blogger, scrittrice, scarabocchiatrice, lettrice convulsa, persona-libro e quant’altro. Cosa troverai in questa rubrica/blog? Entropie e divagazioni, visioni, idee e sconcerti, riflessioni e adagi andanti, titubanze musicali, suggestioni forse o, semplicemente, quello che desideri trovarci tu. Seminerò molliche,  pensieri in corsa e un po’ di disordine".

Che accade se, nel corso di una cena in un ristorante giapponese della mia città, ricevo in regalo un vaso nipponico e ingombrante che ha zero possibilità di essere amalgamato al resto dell’arredamento di casa mia? Accade, semplicemente, che dopo il primo titubante “E ora che ne facciamo?” e dopo il secondo più perentorio “Buttiamolo via!”, io decida di scendere nottetempo, e adagiarlo delicatamente (scaraventare un dono sarebbe oltremisura terribile!) vicino al cassonetto del vetro.

Accade anche che, attratta dallo scodinzolamento entusiasta del mio cane, noti di lì a breve una signora che, con l’oggetto nipponico ingombrante già tra le braccia, mi chiede intimidita se il rinominato ‘vasone’ è buono e può prenderlo. Ricevuto il mio consenso, la signora se lo porta via soddisfatta, magari -penso- per regalarlo a un’ennesima persona, che entrerà a far parte così, più o meno inconsapevolmente, della nostra vacancy chain. Un concetto estremamente interessante e ricco di opportunità, già in voga da lungo tempo, in molti Paesi all’estero e al quale ci stiamo educando progressivamente anche noi altri, anche nella nostra bella città. 

E pensare che nel mondo animale, le cosiddette ‘catene di opportunità’ sono talmente strutturate in natura: i picchi, ad esempio, competono da sempre con altri loro simili per occupare pertugi nei tronchi d’albero, così come polpi, pesci, patelle e paguri s’insediano in conchiglie, fessure tra le rocce, anemoni di mare e così via.

Anche l’umanità è in grado di produrre vacancy chains, accade infatti che con la costruzione i nuovi appartamenti, si inneschi una catena di traslochi da parte di tutti coloro che sono in cerca di sistemazioni migliori, ma ci sono una serie infinita di esempi come questo. Sicuramente l’idea della redistribuzione di risorse ci aiuta ad ampliare gli orizzonti del riciclo e i teneri paguri possono farci senz’altro da maestri. 

Questo mi fa venire in mente quanto sia importante per esempio la catena del book crossing, grazie alla quale chiunque può ‘liberare’ un libro consentendo a qualcun altro di prenderlo. 

Dovremmo cominciare a disseminare la città di libri, distribuendoli nella comunità in maniera massiccia, magari utilizzando i nostri doppioni o semplicemente riscoprendo quel sano desiderio di non tenere sempre tutto per sé ma di pensare a donare agli altri. 

In alcuni luoghi della nostra città (pub, bar, punti di ritrovo) questa la pratica del book crossing è già in uso da qualche tempo, ma sarebbe interessante cominciare a disseminare panchine, aiuole e strutture varie di libri da leggere. Da donare. 

E poi imparare ad abitare quelli che a nostra volta, rintracceremo sui nostri percorsi. 


Sountrack suggerito: Elvis Costello in "Everyday I write a book"




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