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Chi è la più bella del reame?

Un piccolo estratto dal monologo di Daniela Baldassarra

Pubblicato in Narrativa il 16/03/2015 da Daniela Baldassarra
Daniela Baldassarra, autrice e attrice
(…) io ho passato notti e notti a ripensare alla mia vita e alla favola che mi ero lasciata dietro…E ho concluso che il mio, ma penso possa valere per molte, è stato un problema di equilibrio. L’equilibrio della mia bilancia. Sì, perché ognuna di noi nella testa e nel cuore ha una bilancia sulla quale misura il reale e l’ideale. E si sa, tra loro è una battaglia persa, perché tanto più il reale ci stanca, ci delude, ci fa piangere, tanto più la bilancia pende dalla parte dell’ideale. Di un ideale che noi idealizziamo ogni giorno di più per trovare una via di fuga alla quotidianità, alla routine, alle frustrazioni…Il problema è che quando poi mandiamo a puttane il nostro reale, la nostra realtà, aspettandoci tutti i lustrini e le paillettes dell’ideale, ci rendiamo conto che quello stesso ideale che abbiamo sognato notte e giorno per tanto, tanto tempo, non esiste.
Perché la vita non funziona così. Non ci si può mettere con le braccia aperte e il naso per aria ad aspettare che la vita ci butti giù dal cielo il nostro ideale, i nostri sogni. La vita ci dà solo ciò che noi creiamo. Niente sogni, fantasticherie, stelle cadenti, ma carne, sangue, fiatone, bestemmie. Tutte cose che si possono toccare, sentire e maledire.
E allora, all’improvviso, come un lampo dorato in un cielo nero, mi è apparsa chiara la differenza tra quello che da sempre ci appartiene, e l’illusione. L’illusione che scompare senza preavviso, violenta e maleducata, l’illusione che ti lascia una porta sbattuta in faccia e un mucchietto di polvere da buttare via…
…Ferma e nitida come una fotografia, mi è apparsa chiara la differenza tra te…e uno sconosciuto.
In ogni foto di te, io riconosco il sole che ti illumina il viso, riconosco l’aiuola sulla quale siedi, le grinze dei tuoi vestiti, e l’angolo rugoso dei tuoi occhi.
Tutto questo è noia, forse sì…
…Ma cos’altro è la noia se non il silenzio sconfortante e confortante tra due anime che si appartengono?
Cos’altro è la noia se non la certezza irritante e vitale di ritrovarti seduto lì, sempre alla stessa ora?
(…)
E col peso di te nel cuore, io attraversavo il mondo…che mi strattona, che mi maltratta, pensando ogni momento che tu fossi la mia noia, e scoprendo invece ora che eri ciò che mi consentiva di non soccombere al resto…
…scoprendo che mi proteggevi facendomi sentire il peso di te…
…scoprendo che non ero sola perché sentivo il peso di te…
…Il peso di te nelle mille cose da fare ogni giorno, il peso di te nelle mie urla di rabbia e stanchezza, il peso di te nel non sentirmi mai bella…
…E ti vorrei di nuovo qui, amore mio, per vivere ancora quella miserabile vitaccia di tutti i giorni, quella vitaccia che ci fa combattere con i malumori, con le spese alte, con gli stipendi bassi, con la voglia di far nulla, con il silenzio tra noi che a volte ci stavamo anche antipatici…
Era quella la nostra piccola favola…ed io non me ne ero resa conto.
Ora, se invece di essere una principessa potessi per un momento diventare una fata, con la mia bacchetta magica farei sparire tutte le insicurezze e le frustrazioni che mi hanno impedito di godere della nostra serenità e che mi hanno fatto cercare sempre il brivido…l’eccezione…che mi servivano per non pensare…al lavoro che non mi piaceva, alle rughe che cercavo inutilmente di nascondere, alla carriera che non sono stata in grado di costruirmi…
…e stupidamente volevo sentirmi dire tutti i giorni, a tutte le ore, che sono la donna più bella e più speciale del mondo, quando il vero problema è che sono io a non pensarlo…e a sentirmi brutta…insignificante…povera…
…altro che principessa…ma quale principessa… (…)


dal monologo “Chi è la più bella del reame?”

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