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'Avrò cura di te', il libro di Gramellini e Gamberale, una cura per l'esistenza altrui

Riflessioni di Angela Arbore

Pubblicato in Libri il 05/01/2015 da Redazione
Angela Arbore, Giudice Corte d'Appello Bari
Qualche riflessione sparsa e veloce sull'ultimo libro "divorato" ... sì perché si può dire che io con i libri abbia un rapporto quasi fisico, carnale, che li “ingurgito” forse troppo velocemente per farli poi sedimentare dentro di me ed attingervi quando sono in debito di ossigeno..
"Avrò cura di te", libro a quatto mani di Massimo Gramellini e di Chiara Gamberale..chi conosce la mia indole spaventosamente sentimentale e di fondo malinconica direttamente proporzionale all'aumentare dell'età , vince facilmente la scommessa su quello che può aver significato per me...
E’ una meravigliosa riflessione sul concetto, sull' esperienza, sulla dimensione della cura..intesa come attenzione, custodia dell' esistenza altrui..
Cura che richiama quell' I care tanto caro ai giovani di una certa stagione quando lo si utilizzava come slogan per gridare il proprio amore per la vita, il proprio interesse per tutto ciò che era Altro da te ,ed anche un po per farsi coraggio nell' avventura della propria crescita..
Il libro racconta di un Angelo Custode e della sua Custodita..di un rapporto che si dipana attraverso una surreale... ma concretissima quanto ai suoi effetti...corrispondenza epistolare tra i due..
Bellissimo l’ appellativo di “custodita”, laddove allora la dimensione di custodia perde quell’ accezione materiale che frequentemente le si attribuisce, per richiamare tutta la sua essenza di responsabilità verso l’Altro.. espressione del DONO...
L' Angelo esprime tutta la sua "preoccupazione" per la sua Custodita e decide quindi di curarsi di lei , di "occuparsi " della sua esistenza...di condurla alla scoperta dapprima di un IO e poi di un NOI..
Già perchè occuparsi e preoccuparsi ..non sono in fondo le due facce di una stessa medaglia?
La preoccupazione non ha una valenza necessariamente negativa ma è tutto ciò che è sollecitudine,attenzione, premura..
Ancora una volta mi sorprende il coraggio di parlare e scrivere di sentimenti, di offrire al lettore una possibilità di analisi sul proprio essere, in modo profondo, mai stucchevole, e se vogliamo per certi versi anche dirompente e forse in alcuni passaggi impietosa...
Tutta la mia personale invidia a Giò ...la protagonista che ha trovato( per meglio dire ritrovato ) il suo Filemone...anche se poi penso – e credo che questo sia anche uno dei messaggi del libro-che tanti sono gli Angeli celati in sembianze umane disseminati nelle nostre esistenze...e che la preghiera dell' Angelo Custode, con quel suo " veglia , custodisci e proteggi me", resta una delle più belle invocazioni degli anfratti dell' essere di ciascuno..

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