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Perdere il lavoro, molto più che una questione di reddito

Da lavoratrice alla Olivetti a disoccupata, com'è cambiata la vita di Margherita

Pubblicato in Lavoro e Diritti il 15/01/2014 da Margherita Marzano

Quando nel 1985 sono entrata in Olivetti ho pensato di aver raggiunto un obiettivo minimo, dal momento che avevo 23 anni e tanti alla mia età andavano ancora all'università. Consideravo il mondo del lavoro con i suoi diritti conquistati da gente che allora neanche conoscevo l'ovvio pacchetto inserito nel contratto che avevo firmato..... Non sono tanti gli anni trascorsi da allora al 2009, quando in un momento mi sono ritrovata insieme a tanti altri colleghi e amici catapultata fuori da quel mondo e mi sono resa conto di quanto scontate parevano quelle cose che un attimo dopo averle perse, sono diventate preziosissime. All'inizio pensi che sia un sogno e che ti sveglierai prima che diventi un incubo... poi passano i giorni, i mesi e cominci a perdere quelle certezze, quei contorni con i quali avevi con tanta semplicità saputo modellare la tua vita e quella dei tuoi cari ed all'interno di quel cerchio nulla è più al proprio posto ed il caos inizia dalla sveglia del mattino e scandisce la tua giornata scombussolando i ritmi che per anni avevano modulato le tue azioni, il tuo essere. 

La perdita del lavoro non è solo perdita di reddito, ma con il passare del tempo è il cambiamento che gli altri, quelli che non vivono la tua realtà, ti obbligano ad esercitare su "come ti muovi", "come parli", "cosa chiedi", "come lo chiedi", "chi credi di essere", "chi sei"... tu non muovi più le fila della tua vita, ma diventi un burattino i cui fili devono essere in mano ad altri...In questi anni ho sentito abusare della parola "dignità"; credo che chi affronti un periodo in cui si passa dall'essere al non essere, in realtà non possa mai rischiare di perderla, perchè è dentro la sofferenza e la voglia di riscatto che danno il significato alla tua persona e ti costringono ad alzare la testa anche quando sarebbe più semplice tenerla china tra le spalle curve ed appesantite dal dolore.

Sono sempre stata timida, ma ho compreso da subito che solo lottando avrei potuto vedere alla fine del tunnel lungo, tortuoso e buio quella luce che può aiutarti a ricostruire la tua vita..

Alla prossima.





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