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Aidda: "Donne imprenditrici del Sud, stiamo unite"

L'obiettivo è fare sistema per migliorarsi

Pubblicato in Impresa al femminile il 19/01/2014 da Micaela Caiati

Cari lettori, colgo l’occasione di questo spazio per portarvi a  conoscenza  degli scopi e i servizi della nostra associazione Aidda (Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti d’Azienda) di cui mi onoro di esserne il Presidente delle delegazioni Puglia Basilicata Calabria.

Vi fanno parte  donne imprenditrici, che intendono fare sistema per migliorarsi ed usufruire di servizi aziendali fino ad occuparsi, anche, di tematiche che rientrano nell’ambito del sociale.

L’Aidda in Italia è suddivisa in delegazioni regionali o multi regionali che seguono le strategie indicate dal direttivo nazionale. La presidente e il direttivo a loro volta sono in contatto con le istituzioni a livello centrale, partecipando ai tavoli tecnici, che sono oggetto di nuove normative a favore delle donne.

Purtroppo nelle regioni del sud questo coinvolgimento è molto lasco e spesso si soffre notevolmente un “gap”  fra la partecipazione e la presenza di uomini e donne nel CDA degli enti istituzionali.

Quello che abbiamo in corso è ormai certo essere un momento difficile non solo per le imprenditrici, anche perché si tratta di affrontare una crisi mondiale.

L’economia e la società italiana sono cambiate profondamente negli ultimi anni, sono emersi nuovi ceti imprenditoriali e professionali. Il sistema delle imprese si è ristrutturato profondamente, è stato e sarà necessario per gli imprenditori e imprenditrici, mostrare grandi capacità di adattamento al nuovo ambiente,  aumentando la competitività con maggiore sacrificio, perché purtroppo non vi sono grossi strumenti da parte del governo centrale.

L’Aidda è una realtà estremamente combattiva e pronta ad accettare le nuove sfide del mercato, anzi, si pone come strumento a disposizione delle imprese femminili per aiutarle a contrastare le difficoltà giornaliere che partono dall’accesso al credito, alla riorganizzazione della struttura aziendale, passando per il difficile cambio generazionale, per non parlare delle grandissime difficoltà che incontra una nuova impresa che, in quanto start up, viene a scontrarsi con una moltitudine di norme e di difficoltà, prima fra tutte, quella di avere la colpa di non essere affidabile in quanto priva di storicità.

Credo che, anche nella nostra regione Puglia, siano presenti donne con grandi capacità che, con una giusta formazione e approfondimento della cultura d’impresa possano liberare energie  interessanti, per aumentare le potenzialità di un mercato locale,ma dobbiamo lavorare quanto più possibile all’eliminazione dei vincoli, delle vischiosità del sistema ed agevolare la crescita delle aziende femminili,investendo  sul capitale femminile o sui giovani con  progetti studiati a livello regionale con bandi specifici, cosa che si è fatto in passato e che, secondo me,  bisognerebbe  continuare a fare. Ciò permetterà alle donne di superare quegli ostacoli  iniziali e divenire protagoniste della crescita economica della regione.

Insomma il mio sogno di donna imprenditrice  è quello che in futuro le donne debbano contribuire, con le idee,i nuovi progetti e le loro  azioni di forza,equilibrio, passione,intelligenza e coraggio al cambiamento.