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Uomini d'onore

Che siano le donne a dire basta

Pubblicato in Giustizia e Legalità il 21/03/2014 da Marco Guida
Li chiamano uomini d’onore. I mafiosi, i camorristi, gli ndranghetisti, quelli della sacra corona unita, tutti uomini di onore.
Perché quando la mafia è nata aveva un suo codice di onore, strambo, violento, frutto di storie di sopraffazioni, storie da combattere con altro sangue, con altre violenze, con altre sopraffazioni.
Sempre seguendo un codice di onore, segnato da un giuramento iniziale, con le formule più svariate, più fantasiose, più balorde.
Giuramento di fedeltà, vincolo di omertà, impegno siglato con il sangue di non tradire, di essere sempre fedeli alla congrega, al capo.
Tutto è consentito agli uomini di onore: derubare, estorcere, imporre pizzo a negozianti, imprese, affossare l’economia della loro gente, quella gente che pretendono di “proteggere”. Possono vendere droga, a chiunque, anche ai loro figli, depredando intere generazioni di un futuro; possono sfruttare le donne, di ogni razza, colore, religione. Possono indurre e produrre schiavitù, “importando” i nuovi schiavi dai paesi poverissimi.
Possono ammazzare.
I nemici. Chi si oppone alla loro sete di denaro. Chi si ribella. Chi pretende giustizia.
Loro, però, sono uomini di onore.
Quale onore c’è ad ammazzare un bambino di tre anni? Sua madre di trent’ anni, colpevoli solo di essere figlio e moglie di un pregiudicato, di un altro uomo di onore? Ammazzarli davanti agli altri due bambini di poco più grandi?
Da tempo gli uomini di onore sono divenuti protagonisti di libri, di film, di sceneggiati televisivi. Le fiction, pur non mancando mai di sottolineare il carattere violento di determinate scelte di vita criminale, ammantano le storie di un’aurea di leggenda, di umanità.
Quale umanità c’è in chi preme il grilletto di un fucile mitragliatore sapendo che sta ammazzando donne e bambini?
Dove sono le donne di questi animali? È evidente che noi uomini continuiamo a giocare alla guerra, grande o piccola che sia; è chiaro che la bestialità, l’oscura anima, non abbandona mai l’uomo, la sua natura di bestia feroce.
E allora che siano le donne a dire basta. Le madri, le mogli, le compagne, le figlie di questi “uomini di onore” compiano un gesto di coraggio, di umanità, di amore: fermateli.