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Il sorriso della passione: ricordando Giancarlo Siani

Una frase che ti colpisce

Pubblicato in Giustizia e Legalità il 07/02/2014 da Angela Arbore
Ritrovarsi, in una fredda sera d’inverno all’interno di un autentico gioiello - non so quanto conosciuto - del nostro entroterra, il Castello Federiciano di Sannicandro di Bari, per stringersi intorno alla figura di un ragazzo, Giancarlo Siani, giornalista, ucciso per mano della camorra il 23 settembre 1985…
Anche questo è edificio della memoria , quest’anno poi reso particolare perchè “calato” nel contesto della rassegna cineletteraria “Indoor” della cooperativa “I bambini di Truffaut”.
Significa incontrare con il fratello, Paolo Siani, con Geppino Fiorenza, responsabile di Libera per la Campania e con Valentino Losito , Presidente dell’ Ordine dei giornalisti di Bari, un centinaio di ragazzi e vari adulti che quella sera, il 23 gennaio scorso , sono lì a sfidare il freddo.
Sono lì ad ascoltare, ad ascoltarci e così scopriamo e ripercorriamo insieme la storia di un ragazzo , Giancarlo, animato dalla voglia di fare il giornalista, dalla voglia di percorrere le strade, perché all’epoca non si era ancora “nativi digitali”, alla ricerca della notizia, della gente, della vita.
E sempre con curiosità autentica, quella curiosità che unita a coraggio e ad una indomabile coerenza lo porta – approdato all’incarico precario di corrispondente del Mattino di Napoli - a scontrasi con il malaffare della zona, in particolare con la criminalità operante nel territorio di Torre Annunziata, e così a decretarne la morte.
Solo per quella voglia, così semplicemente condivisa con noi dal fratello, di fare luce, di attingere verità.
Insieme abbiamo visto il cartone animato, realizzato con mezzi semplici ma tanta creatività, dagli studenti della scuola “Pietro Sette“ di Santeramo, titolato significativamente “Un altro giorno”, in una chiave di speranza,e di continuità, rappresentate dagli occhi di Giancarlo che si riaprono.
Ed infatti la storia di Giancarlo è continuata: è continuata attraverso l’impegno e la testimonianza di suo fratello, della sua famiglia, attraverso la creazione di una Fondazione impegnata a favore del disagio giovanile nei territori di camorra, attraverso le storie dei tanti giornalisti che non vogliono certo fare gli “eroi” ma sono ancor oggi disponibili e curiosi verso la Verità e la vita, in tutte le sue pieghe e i suoi risvolti.
Sempre con quel sorriso...
Sì ,Paolo Siani ci ha trasmesso la “memoria“ del sorriso di Giancarlo, che non è il sorriso della superficialità , ma è il sorriso della passione, è il sorriso dell’ amore per la vita, per la bellezza, per la gente, con la voglia e la consapevolezza di doverne denunciare ogni forma di aggressione e di contaminazione.
Già perché le “stille” di mafiosità sono dovunque… annidate e pronte a manifestarsi, con fare subdolo e seduttivo specie per le nuove generazioni.
Lo stesso sorriso che aveva Peppino Impastato… con il quale abbiamo cominciato questo nostro Edificio…
Ma anche questa è un’altra storia….e ve la racconteremo.