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Perchè in Puglia amiamo Toti e Tata

I loro personaggi sono indimenticabili

Pubblicato in Esperienze di vita il 27/12/2014 da Antonio Pinto
I loro personaggi sono indimenticabili: da Piero Scamarcio e lo Scippatore di emozioni, a Mazze e panelle e tanti altri. Le canzoni sono belle e soprattutto ci ricordiamo tutti le parole: da "La 127 Abarth" a "Matrimonio metafisico". Le battute sono fulminanti: da "c'è l'avete i biglietti per Rossana Doll" a "Moooo, che sei cozzaalo". Se il compito dell'arte comica è quello sia di far ridere, che di stimolare la riflessione, loro due lo assolvono in pieno.
Tuttavia, esiste un motivo in più che legittima il fenomeno di due artisti che, tornati insieme dopo tanti anni, fanno registrare il tutto esaurito in tre spettacoli consecutivi al teatro Petruzzelli, strapieno di persone, ma soprattutto di persone che sono uscite tutte applaudendo e contente. La comicità è nella realtà, ed il compito degli artisti è quello di svelarla, evidenziarla, raccontarla. Toti e Tata hanno saputo descrivere la comicità che era già nelle cose pugliesi, nel nostro vissuto quotidiano. E lo hanno fatto per anni, con tanti testi di qualità, senza mai scadere di livello, e con una capacità di interpretazione e mimica eccellente. La comicità per funzionare deve essere immediata, recepibile da chiunque e senza filtri. Far ridere di questi tempi non è facile, ma loro ci riescono ancora molto bene. Solfrizzi e Stornaiolo, sia pure a livello locale, nella nostra regione, hanno segnato un'epoca. In Puglia li amiamo perché, in fondo, le loro battute, i loro volti e le loro canzoni, sono state un pezzo di sottofondo della nostra vita quotidiana. Un pezzo capace di farci sempre sorridere.