Martedì, 22 Ottobre 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

L’enciclica di Papa Francesco: una via concreta per migliorare il mondo

Cinque pensieri per far venir voglia di leggerla tutta

Pubblicato in Esperienze di vita il 26/06/2015 da Antonio Pinto
Antonio Pinto, Avvocato e Vicepresidente Consulta Regionale Consumatori Utenti
Un’enciclica semplice, che si legge tutta di un fiato. Non è solo sull’ambiente. Parla di un’ecologia declinata anche nell’economia, nel lavoro, nella politica, nei rapporti fra gli Stati e fra le singole persone.
La questione ambientale è da inquadrare in un contesto molto più ampio: «La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana. Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura». Parole dure ma chiare.
Per il Papa la produzione non è sempre razionale, e spesso è legata a variabili economiche che attribuiscono ai prodotti un valore che non corrisponde al loro valore reale: «Questo determina molte volte una sovrapproduzione di alcune merci, con un impatto ambientale non necessario, che al tempo stesso danneggia molte economie regionali. La bolla finanziaria di solito è anche una bolla produttiva. In definitiva, ciò che non si affronta con decisione è il problema dell’economia reale».
Niente di questo mondo può esserci indifferente, perché si tratta della nostra «casa comune»! Per questo l’Enciclica è rivolta a tutti e non solo ai membri della Chiesa
Gli argomenti sono concreti e stringenti: ad es. la questione dell’acqua, bene primario spesso trasformato «in merce soggetta alle leggi del mercato», al deterioramento della qualità della vita umana e alla degradazione sociale”.
Francesco indica vie operative precise, a livello macro, rilevando la necessità di «un’etica delle relazioni internazionali», che muova dalla constatazione di «un vero debito ecologico, soprattutto tra il Nord e il Sud, connesso a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ecologico, come pure all’uso sproporzionato delle risorse naturali compiuto storicamente da alcuni Paesi».
A livello micro, propone un nuovo stile di vita personale: “Occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di esser buoni e onesti. Già troppo a lungo siamo stati nel degrado morale, prendendoci gioco dell’etica, della bontà, della fede, dell’onestà, ed è arrivato il momento di riconoscere che questa allegra superficialità ci è servita a poco. Tale distruzione di ogni fondamento della vita sociale finisce col metterci l’uno contro l’altro per difendere i propri interessi”.
In sintesi, Papa Francesco propone: “un’ecologia integrale, fatta anche di semplici gesti quotidiani, nei quali spezziamo la logica dell’egoismo”.