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Perchè stare su Facebook è cosa buona

'Tutti i nostri figli sono su FB. Col cavolo che io non ci sto'

Pubblicato in Esperienze di vita il 12/09/2014 da Antonio Pinto
Confesso che parto da un pregiudizio: la cultura, la filosofia, le idee sono quello che condiziona veramente il mondo. Qualsiasi mutamento sociale, economico, qualsiasi legge o scelta politica è frutto di un'idea che ne era alla base, una cultura che ha prevalso su un'altra. Perfino i comportamenti personali sono frutto (talvolta inconsapevole) di un'idea. E FB è uno strumento che fa viaggiare idee e cultura, più della tv.
È dai tempi dell'invenzione della ruota, che ogni innovazione sconta il solito bagno di critiche, demonizzazione e perplessità. È dai tempi della ruota che poi l'invenzione diviene una parte del vivere comune e oggi la ruota la puoi usare per andare al lavoro o per investire un passante o fare uno scippo: nessuno darebbe la colpa di uno scippo o di un investimento alla ruota. Chissà perché invece, alcuni vorrebbero attribuire a FB la colpa di indebolire le relazioni interpersonali. Come tutte e cose e gli strumenti è neutro. Tocca a noi usarlo bene e con equilibrio, anche nei tempi.
A chi dice che i social media allontanano le persone, chiedo: ma se io leggo un libro o un giornale, o guardo la televisione, o gioco alla PS o navigo su internet, mi sto forse allontanando dalle persone?
A chi dice che i social media creano rapporti virtuali, ricordo che esistono legami forti e legami deboli anche nel mondo reale. Anche le lettere o le cartoline di una volta erano "virtuali" ma erano e sono bellissime.
Per questo, i social media sono solo un nuovo e utile strumento. Puoi usarlo per raccontare la qualità della braciola della mamma (che per me è un valore sia chiaro) o per trasmettere idee, fare cultura, testimoniare uno stile possibile di vita, mantenere un qualche rapporto con amici e persone che incontri molto raramente, dare e ricevere informazioni utili, leggere cose simpatiche e profonde, denunciare cose ingiuste additando all'opinione pubblica i responsabili, dire una parola buona a qualcuno.
Ci siamo lamentati per anni (giustamente) delle tv commerciali, dei giornalisti di regime lottizzati politicamente, del Grande Fratello, dei programmi di Maria De Filippi, del ciuffo di Marzullo. Oggi ognuno di noi, nel suo piccolo profilo, ha la chance di sostituirsi a loro e di parlare al microcosmo che ci circonda, portando ossigeno e linfa o veleno e immondizia. La palla passa a ogni cittadino. Alziamoci dalla panchina e giochiamo bene anche questa partita, ugualmente reale come tante altre. Se è tempo perso, o tempo impiegato bene, dipende da noi.
Ah, quasi dimenticavo: tutti i nostri figli sono su FB. Col cavolo che io non ci sto.