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Gli "Stati generali delle donne", una bella occasione

Pubblicato in De-liberatamente il 10/03/2014 da Francesca Palumbo
Succede questo l’8 marzo a Bari. Succede che i fulmini e una pioggia incessante si siano rincorsi ululando per tutta la nottata prima che l’alba uggiosa e fresca si riaffacciasse luminosa. Non che io vada pazza per la pioggia, però nel tempo, ho imparato ad apprezzarla, a guardarla insomma con occhi diversi, con gli occhi di chi vede nello scrosciare dell’acqua dal cielo, l’ipotesi di una gran pulizia, una sorta di celestiale rinfrescata su tutto quel che di sporco si annida intorno. E se la pioggia può riportare freschezza, ho anche imparato, nel tempo, a scegliere di attraversare le pozzanghere delle strade di Bari, anziché aggirarle per evitarne gli schizzi, e quello sguazzo a metà tra il fanciullesco e il Fred Astaire, senza risparmio dagli schizzi di fango, ha assunto per me una valenza importante, quasi il valore di una promessa, di un compromesso pulito con me stessa, quello che mi porta a ripetermi spesso che non è restando fuori a guardare che puoi cambiare le cose dal di dentro, o meglio-come mi dicevano quando ero bambina, che se non metti le mani in pasta e non ti sporchi le dita di massa, non potrai mai fare un buon pane…
Con questi pensieri ho cominciato la mattinata e poi gradualmente i cumuli nembi che sovrastavano il cielo hanno preso a spostarsi verso altre direzioni e, nel mio cammino verso il comune, l’ombrello che avevo portato con me è sparito nei buchi neri della mia borsa, e improvvisamente è spuntato il sole. Già su per le scale del Comune ho incontrato una serie di amiche, i volti delle donne che popolano la mia città e che a essa si dedicano spendendo con generosità tutte le proprie risorse già da molti anni, i volti di tante colleghe e anche di altre che non conosco, ma con cui ci si sorrideva per il semplice fatto di essere tutte lì, all’incontro per “Gli stati generali delle donne”, il giorno otto marzo, quale occasione migliore più bella? C’erano i canditati sindaca e sindaci, tantissimi uomini anche e molti amici, il sindaco Emiliano e intorno a noi tutte, un senso forte di correità, di consapevolezza delle possibilità, del nuovo che si apre, uno spettacolo assolutamente bello, proprio quanto può esserlo un cielo nuvoloso squarciato da un raggio di sole potente e caldo che si fa spazio nel grigio e propaga calore e bellezza. E noi donne siamo calore e bellezza.

E sappiamo esserlo in presenza, cariche e pregne di una qualità che da sempre ci contraddistingue, il nostro pensiero generativo.
Non devono esistere privilegi laddove in una voce femminile si fa eco la volontà di una città, e in questo brusio di chiacchiera infinita, senza eccessivo schiamazzo, deve poter r-esistere davvero uno spazio buono per tutte. Per le bambine che abiteranno il nostro futuro, per le giovani donne che hanno diritto a un alfabeto migliore, per noi donne adulte pronte sempre a metterci in gioco, per le nostre madri, nonne e bisnonne che ci hanno dedicato esempi di valore. E “per gli uomini, quelli che desiderano imparare a prestarsi piuttosto che vivere di prestazioni”. E’ il desiderio che muove l’ordine delle cose, ed è stato il desiderio (intimo alleato della più strenua delle volontà) a favorire la presenza del 50% di donne nelle liste elettorali e l’introduzione della doppia preferenza nelle liste elettorali.
Ora non sono importanti i partiti, non sarà la misura dei voti, le maggioranze, i migliori consensi, le faccende di politica e di opportunismo. In maniera bipartisan, quel che oggi è stato dedicato e giocato sul tavolo delle buone prassi e delle sane intese (permettetemi di coniare questo nuovo termine) all’interno della sala consiliare del Comune di Bari è la libertà delle donne, quella reale, quella che ha a che fare con le scelte e l’essere in prima persona dentro quelle scelte. Donne che si riverseranno a breve nelle mansioni cittadine, che torneranno nelle proprie case a gestire le faccende quotidiane, i gesti del lavoro e della cura ma con, nel cuore sempre, quel senso di libertà potente esercitabile in un diritto di cittadinanza reale in cui esprimere il proprio impegno, le parole per dirsi, i nostri alfabeti politici, cioè linguaggi nuovi, nutriti di uno sguardo ‘altro’ rivolto ai cittadini e alla città. Un atto di reciproco riconoscimento, alleanze, legami di genere, una grammatica di valore.
I successivi incontri verso gli Stati Generali delle Donne avranno luogo il 20 e 21 marzo e saranno una grande occasione per condividere contributi e desideri con quell’agilità densa che si arricchisce della sensibilità e dell’impegno femminile, che non è potere ma POTENZA. Pura! Tra i ‘Save the date’ attivi nella nostra città non posso fare a meno di segnalare un’altra prossima occasione d’incontro e riflessione, che trasuda valore: Il Festival delle Donne e dei Saperi di Genere - organizzato dal Centro Interdipartimentale di Studi sulla Cultura di Genere dell’Università degli Studi di Bari - che, a partire dal 12 Marzo svilupperà un ciclo di incontri, mostre, spettacoli e proiezioni sul tema della "differenza", intesa come cifra teorica di un passaggio epocale dal femminismo alle questioni di genere. “Valore, prima di tutto, del legame di Genere perché partire da quest’appartenenza significa diffondere una forza che può farsi ‘modello’ e non uno stereotipo: ti lascio la libertà di essere ciò che vuoi essere. Quel verbo volere ha senso se si traduce per ognuna di noi in necessità di tutela. Lo stereotipo nasce invece laddove muore questa necessità.”

Letture consigliate: TUTTI i testi presenti nell’Archivio di Genere di Bari a cura del Centro documentazione e Cultura delle Donne e del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università di Bari.

Le note virgolettate sono citazioni di Sandra Giuliani.


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