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Slot Mob: Aderiamo allo "sciopero dell'acquisto" nei locali con slot

Anche in Puglia la mobilitazione nazionale

Pubblicato in Dalla parte dei cittadini il 08/03/2014 da Antonio Pinto
Ho letto un’intervista al Prof. Luigino Bruni che mi ha molto colpito, sulla campagna Slot Mob. In 4 mesi ha coinvolto 32 città, migliaia di persone, singoli e associazioni. La campagna “Slot Mob” ogni giorno si espande su nuovi territori italiani ed invita i cittadini al “buon gioco contro le povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo”. Una valanga buona che non pare volersi fermare. Lo SlotMob è un vero strumento di cittadinanza attiva. Dice Luigino Bruni, docente di Economia alla LUMSA e sostenitore dell’economia di comunione: “Il gioco d’azzardo è una delle malattie più gravi, di una gravità civile inaudita. E lo sdegno civile è impressionante”. “Ci sono sempre stati vizi e debolezze, lo scandalo di ora è che le multinazionali ci speculano sopra e li incentivano per fare miliardi. Non possiamo accettarlo”.
Una mattina, il professor Bruni ha iniziato lo “sciopero del caffè”, niente più consumazione nei bar che possedevano slot machine, e da qui è nato tutto. Così è nata la campagna SlotMob – dice Bruni - con tre logiche che ne costituiscono il genoma: premiare i gestori virtuosi, praticare insieme il ‘gioco buono’ (dal biliardino al risiko…) e organizzare un convegno che metta a punto ed elabori i contenuti. Tutto si fa in modo totalmente spontaneo, non ci sono barriere, chi vuole si mette in rete e partecipa. Non c’è una struttura centrale, ognuno si organizza come può e come vuole”.
E non si tratta di moralismo, ma si tratta di imparare a votare con i nostri consumi!
Per Luigino Bruni “l’idea antropologica che c’è dietro è che il bene è più forte del male”. L’albero che cresce in mezzo alla foresta che cade bisogna farlo vedere”. Bruni prosegue: “Dai vizi nascono solo altri vizi, mai le virtù, i e soldi che nascono dai vizi sono soldi sbagliati, anche perché quasi sempre vengono dai poveri. Stiamo mettendo le persone fragili in mano alle multinazionali dell’azzardo”.
Peraltro, tale problema ha costi sociali enormi (si va drammaticamente ampliando la necessità di presa in carico di giocatori patologici da parte delle aziende sanitarie) e impoverimento progressivo: ricordando come quasi 90 miliardi di euro sono i soldi giocati dagli italiani nel 2012, il professor Bruni afferma: “Noi stiamo distraendo risorse, deviando soldi, buttandoli nei gratta e vinci, nelle slot e nelle video lotterie e questo ha un effetto di indotto impressionante, stiamo togliendoli alla ricchezza vera”. Io, nel mio piccolo, aderisco!