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Bari capitale dell’ortodossia e della cultura

Spiritualità, turismo e cultura sono gli strumenti strategici da coltivare per lo sviluppo economico della nostra terra

Pubblicato in Città e avvenire il 30/01/2015 da Evelina Giordano
Evelina Giordano Responsabile Attività Culturali CESVIR
Correva l’anno 1087 quando 62 marinai baresi, perpetrando un atto di devozione, trafugarono le ossa del Vescovo di Myra, reliquie che riposano da centinaia di anni nella maestosa Basilica di Bari eretta in suo onore. Un'impresa eroica che ha fatto della città di Bari la capitale dell’ortodossia decretandola “porta d’oriente e città più russa d’Italia”, una congiuntura di straordinarie opportunità a cui hanno fatto seguito momenti storici rilevanti che hanno contribuito a nutrire i rapporti e gli scambi culturali ed economici con i Paesi dell'est, in particolare con la Russia. Tante le aspettative e le prospettive per una città dalla innata vocazione commerciale che, accanto all’impegno di imprese pugliesi, ha fatto la storia della sua fortunata economia, mantenendo per anni alta l'attenzione del popolo russo. In questo momento storico dilaniato dalla crisi che accomuna molti paesi, e dove sembrano non servire strategie e processi innovativi S. Nicola, patrono dell’ecumenismo cattolico – ortodosso, è sempre pronto a vegliare sul destino della sua città, perseverando nel sorprendente ruolo strategico e altrettanto mediatico. Protagonista attivo nel dialogo interreligioso tra i due popoli, il Santo Taumaturgo continua a mantenere vivo l’interesse per il territorio barese e per le sue tante potenzialità, ricco di storia millenaria, di bellezze naturali e culturali, e dalla innata predisposizione all’accoglienza. Quell’affluenza di fedeli provenienti dall’est e attratti dal santo sepolcro su cui pregare, nel corso dei secoli non si è mai placata e rappresenta tutto l’anno una preziosa linfa. Questo turismo speciale è il valore aggiunto da dove partire e in cui investire per il futuro, capace di offrire lavoro e benessere, sostenuto dalla cultura e dall’arte, poteri in grado di abbattere barriere e dare vita a nuove idee. Spiritualità, turismo e cultura sono gli strumenti strategici da coltivare per lo sviluppo economico della nostra terra, l’opportunità da cogliere in fretta, senza indugi, e da porsi come sfida per la rinascita.