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Bari una metropoli insicura

Parco Due Giugno, è una domenica mattina...

Pubblicato in Città e avvenire il 28/01/2015 da Maria Grazia Pani
Maria Grazia Pani, Docente presso il Conservatorio di Musica
Bari, una metropoli insicura
Bari città metropolitana? Rammento l’etimologia della parola “metropoli”: dal greco antico metèr, madre, polis, città/popolazione.
«La peculiarità della polis era la forma di governo democratica od oligarchica, e l'isonomia: tutti i cittadini liberi soggiacevano alle stesse norme, secondo una concezione che identificava l'ordine naturale dell'universo con le leggi della città. »
Le leggi: il rispetto delle leggi e il bene comune sono parole vuote a Bari dove la tutela del vivere civilmente insieme sembra valore dimenticato, scomparso.
La città è lasciata senza cure, senza protezione, senza controllo.
Regna sovrana la mancanza di rispetto per tutto ciò che è collettivo.
Dalle auto in tripla fila a quelle parcheggiate sui passi carrabili ai rifiuti abbandonati come materassi, televisori, vecchi mobili, con i marciapiedi imbrattati di cacche di cani, alle attività di ogni genere posizionate senza rispetto di norme dovunque senza che i Regolamenti a tutela della sicurezza, della salute pubblica, della tranquillità siano rispettati all’insegna del fai da te più perverso in una Bari divenuta rumorosa, turbolenta, fastidiosa.
Bari, abbandonata a se stessa, finisce ogni giorno nelle mani di molti dei suoi incivili abitanti.
Perché manca la politica cittadina della sicurezza urbana che è tutt’uno con la qualità della vita. Non è questa la prima preoccupazione del Sindaco alla ricerca del consenso comunque in questa eterna campagna elettorale che siamo costretti a vivere.
E così niente rigore: rumori, confusione, comportamenti illegittimi. Pare che nessuno faccia rispettare le leggi, nessuno agisce. Finché non accade qualcosa di grave.
Parco due giugno…domenica mattina. E’ una bella giornata di sole. Famiglie con bambini, giovani si dedicano al footing, ragazze leggono sdraiate sui muretti, anziani signori chiacchierano, bimbi tra i 3 e i 6 anni giocano a palla sul prato. Sembrerebbe tutto perfetto, ma non è così. Infatti, vi sono decine di cani che scorrazzano liberi senza guinzaglio e museruola, e fanno pipì e cacca ovunque senza che i padroni puliscano. Cerco invano un vigile o un addetto alla vigilanza, un custode, qualcuno con cui parlare. Non c’è nessuno. Mentre continuo a guardarmi intorno incredula, sbuca all’improvviso un enorme cane di razza Rottweiler che corre libero senza guinzaglio verso la palla che tiene fra le mani un bimbo di 3 anni.
In un attimo ho la prontezza di prendere la palla e di lanciarla lontano, costringendo il cane a cambiare direzione. Il bambino spaventato piange, mentre il padrone del cane arriva ridendo. Poi alle mie proteste, borbotta, lega il cane e si allontana dal prato. La tragedia è stata sfiorata ed evitata per un soffio e per iniziativa di una persona che era lì per caso.
Il sindaco ha recentemente detto, “La città è la nostra casa”. Gli slogan non mancano mai!
Ma allora se la città è la nostra casa come può il sindaco restare indifferente di fronte ai problemi gravissimi della qualità normale della vita a Bari?
Si veda il caso esemplare di Piazza Umberto, ormai da anni regno del degrado. Una piazza che non si può attraversare più con serenità. Si preferisce cambiare strada, aggirarla. Così per Piazza Cesare Battisti. piazza scarsamente illuminata, quasi buia, che dalle 18 in poi diventa rifugio di vagabondi e di ubriachi, teatro di risse e di violenza, di piccola e media criminalità, di atti vandalici.
Due Piazze che sono due “buchi neri”, due gironi infernali da cui scappare.
I cittadini sono inermi e dimenticati…
Oltre gli episodi della grande criminalità Bari sta diventando, nel quotidiano vivere, una città pericolosa.
Pare che i cittadini cominciano a volersi male: ognuno fa quello che vuole, quando e dove vuole infischiandosene degli altri e delle regole.
L’Amministrazione Comunale non può tollerare tutto questo come per tenere tutti contenti e creare un falso stato di equilibrio, evitando di infastidire e di richiamare alle regole chi le trasgredisce.
Quando finalmente il Comune, oltre i sogni metropolitani, sarà capace di un piano di interventi per la serenità dei baresi allora finalmente si aprirà un piccolo spiraglio nel muro dell’indifferenza e forse potremo sperare di tornare a una nuova “citta madre”.