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Fibronit, la vicenda non è chiusa e si continua a morire di mesotelioma pleurico

Il presidente del Comitato Cittadino Fibronit fa il punto della situazione

Pubblicato in Città e avvenire il 21/11/2014 da Nicola Brescia
Gli entusiasmi accesi a Gennaio 2014, all’indomani dell’assegnazione provvisoria delle opere di messa in sicurezza definitiva dell’area Fibronit, sono ormai assopiti. Ha del paradossale il fatto che l’assegnazione definitiva, avvenuta ad Agosto 2014 da parte del Comune di Bari, sia stata riconsiderata ed annullata dal Comune stesso nel mese di Settembre 2014 per affidare i lavori, nuovamente in via provvisoria, alla ditta classificatasi seconda nella gara d’appalto. E’ molto difficile comprendere come siano potuti passare ben otto mesi per assegnare i lavori in via definitiva per poi accorgersi che sussistevano problemi, pare di carattere amministrativo, tali da non consentire l’assegnazione con il conseguente azzeramento di tutta l’attività svolta sino a quel momento per riaffidare provvisoriamente gli interventi ad altra ditta che, ora, dovrà attendere altri mesi per ottenere il via libera definitivo a causa dei molto probabili ricorsi che rallenteranno ulteriormente l’inizio dei lavori che, quindi, molto difficilmente partiranno prima del 2016. E tutto questo nella assoluta naturalezza e semplicità dei nostri amministratori. Tutto ciò è difficile da accettare quando si parla di una vicenda che ha provocato tanta sofferenza alla città di Bari e che continua a provocare per i tanti nuovi casi di mesotelioma pleurico che si verificano con frequenza sempre più preoccupante. A tal proposito assumono rilevante importanza le dichiarazioni dell’ex Sindaco di Bari Michele Emiliano che, in una trasmissione televisiva, (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b016ecf8-5131-42a2-9627-1f30dbec7690.html minuto da 01.12.50 a 01.15.30) rimprovera quasi il Sindaco Doria di Genova per non aver utilizzato, dichiarando la situazione di emergenza, disposti legislativi a disposizione della protezione civile per affrontare con decisione e straordinaria rapidità gli interventi necessari per salvare Genova, come è stato fatto, dice, per la questione del Petruzzelli. Ci chiediamo: perché la stessa procedura non è stata utilizzata per la messa in sicurezza definitiva della Fibronit la cui pericolosità, con l’emergenza sanitaria da essa derivante, è stata certificata con apposito Decreto Ministeriale da circa 15 anni?
Purtroppo in molti, erroneamente, considerano la vicenda Fibronit ormai risolta. Purtroppo non è per nulla così, anzi. Fa quasi tenerezza sentire il neo assessore comunale all’ambiente invitare i cittadini a stare sereni perché la Fibronit è sotto controllo. Dimostra, evidentemente, poca conoscenza dell’intera vicenda e di quanto sia subdola la presenza dell’amianto tuttora presente nel cuore della città. E’ pacifico, infatti, che gli interventi di messa in sicurezza provvisoria già effettuati e terminati nell’ormai lontano 2007, abbiamo di fatto perso la loro efficacia. Il problema è che per i nostri Amministratori la vicenda Fibronit ha ormai esaurito la sua valenza elettorale e che, quindi, non sia più necessario occuparsene, ma siamo certi che i cittadini sapranno ricordarsene al momento opportuno.

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