Martedì, 15 Ottobre 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

E ora i comuni devono riorganizzare i servizi pubblici locali per i cittadini

Cosa prevedono le nuove norme della Legge di stabilità

Pubblicato in Città e avvenire il 11/11/2014 da Antonio Pinto
I servizi pubblici locali toccano temi essenziali per i cittadini (ad es. rifiuti, trasporti, manutenzione di strade, parchi e illuminazione, gestione del gas). Il modello attuale costa alle nostre tasche più di due miliardi di euro all'anno.
Ora l'art.43 del disegno di legge di stabilità, prevede che dal 1.1.2015 si avvii un percorso di razionalizzazione di tutte le municipalizzate, le società possedute dagli enti locali che gestiscono questi servizi. Entro il 31 marzo, gli enti locali dovranno approvare un piano operativo che definisca un nuovo modello. Le parole d'ordine sono dismissione o, quantomeno, aggregazione delle varie municipalizzate. La nuova norma fissa incentivi per gli operatori, per cui, in caso di operazioni societarie (ad es. fusioni o acquisizioni) che creino aggregazioni, è possibile avere "in premio" un allungamento del termine di scadenza dei contratti di concessione in essere.
Un secondo vantaggio enorme è che tutti i proventi derivanti dalla dismissione, totale o parziale, delle quote delle municipalizzate, potranno essere liberamente spese dai Comuni, perchè sono escluse dai "malefici" vincoli del Patto di stabilità interno. Si liberano così risorse da usare in favore dei cittadini.
L'obiettivo della norma è di ridurre il numero delle municipalizzate per ridurre i costi e liberare più risorse per l'efficienza dei servizi e/o per abbassare i costi per noi utenti. Sono incoraggiate non solo le aggregazioni ma anche l'eventuale quotazione in Borsa, al fine di reperire risorse per nuovi investimenti e rendere trasparente la gestione economica delle aziende.
L'effettività dell'applicazione della norma sarà garantita dall'art. 25 del D.L. 1/2012 che prevede poteri sostituivi in capo al Consiglio dei Ministri, in caso di inadempimento degli enti locali.
Il piano operativo dovrà anche rispettare le disposizioni della Legge n.147 del 2013, che impongono agli enti locali di produrre i servizi a costi standard, obbligando quindi a processi di efficienza.
Realizzare un nuovo modello delle municipalizzate significa organizzare la domanda dei cittadini secondo criteri di economicità, trasparenza finanziaria nella gestione, aprire alla concorrenza con la possibilità - per tante PMI - di accedere a un mercato finora appannaggio esclusivo della politica, rinunciare a canali di assunzioni di personale e amministratori legate a meriti politici, più che di competenza.
Tale norma trova anche una sponda concreta per il finanziamento della sua attuazione: infatti, a settembre la Cassa Depositi e Prestiti ha attivato il Fondo strategico F2i, finalizzato a finanziare e/o ad entrare nel capitale di rischio delle municipalizzate, proprio per favorire la loro aggregazione. Ovviamente la CDP ha chiarito che non darà soldi a enti locali che vogliano solo fare cassa, magari per coprire i buchi di una gestione allegra. Finanzierà solo progetti industriali seri di rafforzamento.
La prova che il percorso tracciato dalla nuova Legge non è un miraggio, è già fra noi. Gli esempi di Hera in Emilia o di A2A in Lombardia, dimostrano che si può arrivare a dare maggior qualità dei servizi ai cittadini, senza dissestare le finanze pubbliche. Una nota di amarezza: ricordo bene che nel 2004 partecipai ad una gara di servizi legali di consulenza, bandita da Hera, al fine di dare assistenza per un progetto di aggregazione, razionalizzazione di servizi e costi, quotazione in Borsa. Perdemmo la gara per uno Studio legale del nord e quando andai a Parma a ritirare gli esiti, un dirigente in privato e ufficiosamente mi disse, più o meno: "avvocato, la vostra offerta era seria e scritta molto bene, vedrà che vi tornerà utile quando anche giù da voi inizieranno a capire che questa è l'unica strada per non fallire". Sono passati 10 anni e in Puglia, su questo fronte, c'è ancora tutto da costruire.