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Fondi Europei: opportunità per imprese ed Enti Locali. Che fare?

Ci sono circa 170 miliardi che si possono utilizzare nei prossimi 7 anni in Italia

Pubblicato in Aiuti alle imprese il 07/07/2014 da Antonio Pinto
Avviati i "bandi" per la nuova Programmazione 2014/2020 dei Fondi UE. Ci sono circa 170 miliardi che si possono utilizzare nei prossimi 7 anni in Italia, fra Fondi diretti e Fondi strutturali che passano attraverso le Regioni. Sono una grande potenzialità da giocarsi per costruire iniziative di sviluppo anche in Puglia. La responsabilità sarà la chiave dei comportamenti che devono guidare le imprese, gli Enti pubblici locali e i professionisti.
Le imprese devono acquisire una capacità di programmazione dal basso e devono ragionare sulla base delle specificità competitive loro e del territorio pugliese cui appartengono, possibilmente con progetti di lungo respiro. I Fondi UE non sono una mucca da mungere per finanziare la propria attività quotidiana, ma risorse nuove da usare per rafforzare o innovare l'azienda.
La Regione Puglia deve fare da catalizzatore, un hub per unire le imprese ed orientarle verso progetti capaci di farsi struttura, che durano nel tempo.
Gli enti locali devono dotarsi di unità tecniche che lavorino solo su questo. Si deve partire da una strategia di sviluppo che si concentri sui problemi strutturali del nostro mondo produttivo e mobiliti intorno a questi, tutti i soldi dei vari programmi operativi. Inoltre, devono velocemente lavorare a una semplificazione burocratica, per non intrappolare le decisioni e l'attuazione dei progetti in procedure paralizzanti.
I professionisti devono darsi da fare per acquisire questo nuovo know-how. Durante l'ultimo corso di formazione sui Fondi diretti UE, tenutosi a Bari la scorsa settimana, su circa un'ottantina di partecipanti, vi erano solo tre studi legali e questo mi pare assurdo. Occorre avere una attenzione costante alle "call" ed ai bandi che stanno venendo fuori a gettito continuo, imparare a scrivere progetti seri e concreti, affiancando imprese ed enti locali, studiare a fondo le normative generali e quelle speciali delle singole misure ed interventi.
Una ricerca del Centro Studi di Confindustria ha verificato che nelle programmazioni precedenti si sono avute le seguenti negatività: solo il 40% dei Comuni è riuscito ad accedere a questi progetti. Vi è stata una frammentazione eccessiva con oltre 650.000 progetti finanziati. I tempi vergognosi, perchè pari a 5 anni per quelli di valore inferiore a un milione di euro e quasi nove anni per progetti di taglia superiore ai 50 milioni e spesso per inefficienza amministrativa. Scarso dialogo fra PA e imprese e territori. Marginalità delle somme destinate a grandi interventi strategici.
Questa partita che si gioca nei prossimi sette anni, la Puglia non la può proprio sbagliare.


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