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Valle d'Itria, continuano i lavori per la ciclovia dell'Acquedotto pugliese: completato un nuovo tratto lungo cinque km

Un crocevia di bellezze naturalistiche, un comprensorio unico ed irripetibile, un territorio ricco di cultura, impreziosito da un ambiente fatto di vigneti, mandorleti, alberi da frutta di ogni tipo

Pubblicato in Turismo il 26/06/2018 da Redazione

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese si arricchisce di un ulteriore tratto. Ai dieci chilometri di pista già percorribili, con i lavori conclusi se ne aggiungono altri cinque. E siamo nel punto tra i più suggestivi della lunga, grande condotta idrica che parte dal Sele, in Campania e arriva sino in Puglia.

Una lunga pista ciclabile che, quando sarà tutta adeguatamente attrezzata, strutturata e messa in sicurezza, si snoderà in circa duecento chilometri di lunghezza.

Pista che attraversa tante peculiarità territoriali, tanta storia, tanta arte, tante tradizioni, tanti Comuni e tanti differenti costumi sociali. Qui siamo nel cuore della Valle d’Itria: Locorotondo, con le sue 146 contrade, Cisternino, Martina Franca. Tre comuni contigui che coinvolgono tre Provincie: Bari, Brindisi e Taranto.

Un crocevia di bellezze naturalistiche, un comprensorio unico ed irripetibile, un territorio ricco di cultura, impreziosito da un ambiente fatto di vigneti, mandorleti, alberi da frutta di ogni tipo, querce, campi di seminato che vivono, suddivisi da piccoli e grandi muretti di pietra a secco, nei colori e nelle caratteristiche delle tradizioni popolari ed enogastronomiche che esercitano un grande fascino e un grande richiamo di turisti e di cicloamatori.

 

“La ciclovia – dichiara Giovanni Giannini, assessore regionale ai trasporti - rappresenta un potente strumento di promozione del territorio ed allo stesso tempo un volano di sviluppo economico, arricchendo l’offerta turistica regionale. L’idea è quella di proporre un nuovo modo di fare turismo sostenibile e amico dell’ambiente valorizzando il nostro patrimonio infrastrutturale, la nostra storia, anche recente. La conquista dell’acqua pubblica attraverso la realizzazione dell’Acquedotto Pugliese ha rappresentato un evento epocale, una conquista sociale. A distanza di oltre cento anni da quel evento, consentire al il simbolo di quella epopea, il Canale Principale, di essere vissuto è, anche, il giusto tributo ai nostri padri che resero possibile tutto questo”.

 



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